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Italia: Prometeia, sistema bancario solido nei prossimi 3 anni. Attesa modesta ripresa degli utili

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Il sistema bancario italiano rimarrà solido nel prossimo triennio. E’ questo il trend che emerge dall’ultimo “Prometeia Banking Day 2013“, che si è svolto oggi a Milano. Dal rapporto, realizzato dall’istituto di ricerca bolognese e focalizzato sullo scenario per le banche italiane nel periodo 2013-2015, emerge che “il sistema bancario nel suo complesso rimarrà solido, nonostante il sentiero stretto lungo il quale si dovrà muovere: le prospettive sono di una ripresa solo modesta degli utili ma la dotazione patrimoniale accumulata in questi anni permetterà di coprire le perdite senza interventi aggiuntivi significativi di patrimonializzazione“. Secondo le previsioni di Prometeia gli utili mostreranno una moderata ripresa dal 2013 e in tre anni il comparto realizzerà circa 21 miliardi di euro di utili rispetto agli oltre 61 miliardi del triennio 2005-2007. La redditività resterà bassa, dallo 0,9% per quest’anno al 3,7% del 2015. 
La struttura di bilancio del sistema bancario del Belpaese si è modificata in maniera significativa nei cinque anni di crisi: dal 2008 al 2012 il core tier 1 ratio è aumentato di oltre 360 punti base ed è diminuito il gap con i principali gruppi bancari europei, la leva è scesa (passando da 25x a 19x) e il funding gap si è progressivamente ridotto avvicinandosi alla media della zona euro.
Uno scenario previsto in miglioramento, ma non privo di rischi. “Riteniamo che se shock provenienti dai mercati finanziari non possono essere esclusi – si legge in un comunicato stampa – il rischio maggiore per le banche italiane è rappresentato da un deterioramento dell’attività economica più forte di quanto da noi previsto”. 
Il risultato di una simulazione di Prometeia basata su uno scenario avverso (caduta dei valori degli immobili del 12% sia quest’anno sia il prossimo e aumento delle sofferenze bancarie del 15% rispetto alla previsione di base; calo maggiore della domanda interna via climi di fiducia; aumento degli spread Btp-Bund superiore ai 100 punti base nel biennio 2014-15) evidenzia che il sistema bancario potrebbe ridurre i propri utili di circa 16 miliardi rispetto allo scenario di base (utile netto cumulato nel triennio pari a 5 miliardi di euro) annullando le possibilità di crescita del capitale per via interna.
“Anche in uno scenario più difficile di quello previsto – conclude l’istituto di ricerca bolognese – il conto economico aggregato del sistema bancario sembrerebbe in grado di assorbire gli effetti negativi delle maggiori rettifiche e della minore redditività”.