Italia: pressione fiscale al 44,1%, due milioni i giovani che non lavorano né studiano. Ecco il quadro dell'Istat

Inviato da Flavia Scarano il Mar, 11/02/2014 - 14:39

Un tasso di disoccupazione nel 2012 al 10,7% e una pressione fiscale al 44,1%. Un rapporto debito/Pil tra i più elevati d'Europa e con oltre 2 milioni di giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e né studiano. Non da ultimo una famiglia su quattro in situazione di "deprivazione". Questa è la fotografia scattata dall'Istat nel rapporto "Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo". Il documento fornisce un quadro d'insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientale del Belpaese.

Lavoro e istruzione
Nel 2012 il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 10,7% in confronto all'8,4% di un anno prima mentre la disoccupazione di lunga durata (che perdura cioè da oltre 12 mesi) ha interessato il 52,5% dei disoccupati e superato il 54% per la componente femminile. La pressione fiscale nel 2012 è salita al 44,1%, 3,6 punti percentuali in più rispetto a quella media Ue27. Il dato italiano, spiega l'Istat, è risultato complessivamente in linea con la media degli altri paesi europei fino al 2005, per poi distanziarsi segnando valori più elevati.

Sono oltre due milioni nel 2011 i giovani 15-29enni (il 23,9% del totale) non inseriti in un percorso scolastico o comunque formativo e neppure impegnati in un'attività lavorativa. Si tratta di un valore fra i più elevati in Europa, considerando che in Italia l'incidenza della spesa in istruzione e formazione sul Pil è pari al 4,2%, valore ampiamente inferiore a quello dell'Ue27 (5,3%). Allarmanti anche i dati sulla situazione delle famiglie italiane. Nel Belpaese, una famiglia su quattro è in una situazione di "deprivazione" ovvero ha almeno tre dei 9 indici di disagio economico, come ad esempio non poter sostenere spese impreviste, arretrati nei pagamenti o un pasto proteico ogni due giorni. Nel 2011 circa il 58% delle famiglie residenti in Italia ha conseguito un reddito netto inferiore all'importo medio annuo (29.956 euro, circa 2.496 euro al mese).

Pil e competitività
Il Pil pro capite italiano in termini reali, valutato ai prezzi di mercato, nel 2012 è stato di 22.807 euro. Rispetto all'anno precedente si è registrato un calo del 2,8% in termini reali, misurato in Parità di potere d'acquisto, il Pil dell'Italia risulta inferiore a quello medio dell'Ue27. In flessione anche la produttività del lavoro diminuita dell'1,2% nel 2012. Il livello di competitività delle imprese italiane si attesta a 128,5 euro di valore aggiunto ogni 100 euro di costo del lavoro, in aumento rispetto all'anno precedente. A livello territoriale, il Mezzogiorno continua a registrare valori inferiori alla media nazionale. In ambito europeo nel 2010 l'Italia si conferma  ultima nella graduatoria, con 126,1 euro.

L'Italia si è infine confermata tra i Paesi dell'Ue con un elevato rapporto debito/Pil. Nel 2012 questo rapporto si attesta al 127%, valore inferiore solamente a quello della Grecia. L'aumento rispetto al 2011 è di oltre 6 punti percentuali, più del doppio di quanto sperimentato in media dai paesi europei.

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