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Il Italia più del 20% dei giovani non lavorano, non studiano, non fanno tirocini

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In inglese si chiamano Neet, neither employed nor in education or training. Sono i giovani che non riescono a inserirsi nel mondo del lavoro e non seguono corsi di istruzione o formazione. In Italia rappresentano più del 20% della classe d’età tra 15 e 29 anni. Una delle pesanti eredità della crisi

La crisi ha peggiorato la condizione di molti giovani, non solo in Italia. I dati sulla disoccupazione sono noti. Nel Belpaese quasi il 40% è senza lavoro. Il peso dei senza lavoro è ancora superiore in Spagna e Grecia. Esiste un’altra categoria di persone che non solo non trova occupazione ma non studia né segue corsi di formazione. Sono i Neet, neither employed nor in education or training. In Italia oltre il 20% degli individui tra 15 e 29 anni rientra in questa categoria. Spagna, Croazia, Grecia, Bulgaria, Macedonia e Turchia hanno lo stesso grave problema. “Gli esperti dedicano crescente attenzione ai Neet, specialmente quanto il loro numero rimane costantemente elevato” sottolinea uno studio del Pew Research Center di Washington. Il timore è che senza assistenza, i giovani economicamente inattivi non hanno la possibilità di conseguire quella capacità critiche per integrarsi pienamente nel sistema economico. Inoltre rappresentano una potenziale fonte di tensioni sociali. 

È proprio in Europa, secondo lo studio dell’Istituto di ricerca di Washington, che il problema è maggiore: “Il tasso di presenza di Neets è cresciuto sia negli Stati Uniti che in Europa nel corso della crisi. Tuttavia mentre negli  Usa si è registrata una rapida discesa, il Vecchio continente si trova ancora abbondantemente sopra i livelli pre-crisi“. La discrepanza è solo in parte dovuta alle differenze nella raccolta dei dati al di qua e al di là dell’Oceano. Per esempio Eurostat considera l’età lavorativa inizia a 15 anni per Eurostat, a 16 per l’Istituto di statistica americano. “In Europa nel 2014 il 15,4% della popolazione con un’età da 15 a 29 anni, ossia circa 13,4 milioni di persone, rientravano nella categoria dei Neet. Il dato ha subito poche variazioni dal 2010”. 

All’interno dell’Unione le differenze tra i paesi sono sensibili. Gli Stati dell’Europa meridionale confermano, anche in questo caso il loro ritardo. “In Italia oltre un quarto della popolazione tra 15 e 29 anni non lavora, non studia e non fa formazione“. Gli Stati dell’Europa settentrionale, al contrario, hanno un tasso di Neet contenuto al di sotto del 10% con Danimarca e Lussemburgo rispettivamente al 7,3% e al 6,5% nel 2014. Anche il trend di evoluzione del problema è diverso. “In Italia il tasso, già elevato, ha cominciato a crescere nel 2008 e nel 2014 non aveva ancora smesso di farlo. In Germania, per contro, il picco di Neet si è avuto nel 2005, dopodiché è iniziato il declino”.