1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Dati Macroeconomici ›› 

Italia: Pil giù per il quinto trimestre consecutivo, -6,2% a/a la produzione industriale a ottobre

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Niente novità dalla lettura definitiva del Pil italiano nel terzo trimestre. L’economia italiana si conferma in calo per il quinto trimestre consecutivo anche se si attenua la discesa a livello congiunturale. I dati Istat vedono infatti il prodotto interno lordo diminuire dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e del 2,4% nei confronti del terzo trimestre del 2011. Confermata quindi la stima preliminare diffusa il 15 novembre. Il terzo trimestre del 2012 ha avuto due giornate lavorative in più del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al terzo trimestre del 2011. Nel secondo trimestre la discesa era stata dello 0,7% t/t. La variazione acquisita per il 2012 è pari a -1,9%.

Tiene l’export, si indebolisce la domanda interna 
A indebolirsi è principalmente la domanda interna. Rispetto al trimestre precedente sono diminuiti dello 0,8% i consumi finali nazionali e dell’1,4% gli investimenti fissi lordi. Le importazioni sono diminuite dell’1,4%, mentre le esportazioni sono aumentate dello 0,5%. La domanda nazionale al netto delle scorte ha sottratto 0,9 punti percentuali alla crescita del PIL: -0,6 punti i consumi delle famiglie, -0,1 la spesa della Pubblica Amministrazione (PA) e -0,2 gli investimenti fissi lordi. La variazione delle scorte e la domanda estera netta hanno contribuito positivamente alla variazione del PIL (rispettivamente 0,2 e 0,6 punti percentuali).
In termini congiunturali, il valore aggiunto dell’industria è aumentato dello 0,2%, mentre sono diminuiti quelli dei servizi (-0,2%) e dell’agricoltura (-6,7%). In termini tendenziali, il valore aggiunto ha registrato variazione negative in tutti i settori (-6,7% le costruzioni, -5,1% l’agricoltura, -3,9% l’industria in senso stretto e -1,3% i servizi).

Produzione industriale cede l’1,1% m/m a ottobre, -6,2% annuo
Non confortanti le indicazioni che arrivano dall’ultimo trimestre dell’anno. A ottobre l’indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dell’1,1% rispetto a settembre. Nella media del trimestre agosto-ottobre l’indice ha registrato una flessione dello 0,5% rispetto al trimestre immediatamente precedente. Corretto per gli effetti di calendario, a ottobre l’indice è diminuito del 6,2% in termini tendenziali (i giorni lavorativi sono stati 23 contro i 21 di ottobre 2011). Nella media dei primi dieci mesi dell’anno la produzione è diminuita del 6,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Per la produzione industriale si tratta del quattordicesimo calo tendenziale. Il Codacons ha commentato il nuovo debole dato invitando il premier Monti, prima di andarsene, a varare “l’unico provvedimento che potrebbe passare al vaglio del Parlamento anche nell’imminenza di una campagna elettorale”, ossia bloccare tutte le tariffe pubbliche per almeno 6 mesi, fino all’insediamento del nuovo Governo. L’associazione dei consumatori avverte infatti che da gennaio le famiglie italiane si troveranno a pagare l’aumento del canone Rai, dei pedaggi autostradali, delle multe per violazioni al Codice della strada. Per non parlare degli aumenti messi in cantiere dagli enti locali, dall’acqua ai rifiuti. Fino a che le spese obbligate aumentano e gli stipendi e le pensioni restano al palo i consumi, e conseguentemente la produzione industriale, non potranno che crollare e la ripresa diventare un miraggio.