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Italia: Pil cresciuto più del previsto, +1,8% nel III trimestre

L’economia italiana è cresciuta più del previsto nel terzo trimestre dell’anno, secondo i dati preliminari dell’Istat sul Pil.

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L’economia italiana cresce più del previsto. Secondo i dati preliminari diffusi oggi dall’Istat, il Prodotto interno lordo (Pil) dell’Italia ha segnato nel terzo trimestre dell’anno una crescita dello 0,5% rispetto ai tre mesi prima e dell’1,8% nei confronti del terzo trimestre del 2016. Gli analisti si aspettavano una espansione dello 0,4% su base trimestrale e dell’1,7% su base annua. Un buon segnale, considerando poi che il terzo trimestre di quest’anno ha avuto sì tre giornate lavorative in più del periodo precedente ma una giornata lavorativa in meno rispetto all’anno scorso.

La crescita trimestrale, ha spiegato l’Istat, è la sintesi di calo nel comparto dell’agricoltura e di un aumento nei settori dell’industria e dei servizi. Dal lato della domanda, si è registrato un contributo positivo sia della componente nazionale, sia di quella estera (esportazioni al netto delle importazioni). La variazione acquisita, vale a dire la crescita annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione nulla nei restanti trimestri dell’anno, per l’intero 2017 è pari a un +1,5%, in linea con quella stimata dall’Fmi e dal governo.

Alla luce di questa performance, gli analisti di Barclays prevedono che la crescita dell’Italia rimarrà robusta anche nei prossimi trimestri. Nel dettaglio, la casa d’affari si aspetta che il Pil tricolore crescerà nel quarto trimestre dello 0,4% rispetto al periodo precedente e dunque stima nell’intero 2017 una espansione dell’1,5%, nel 2018 dell’1,4% per poi rallentare all’1,2% nel 2019.

Il confronto con le altre maggiori economie rimane ancora deludente, ma in miglioramento. Nello stesso periodo il Pil è aumentato su base trimestrale dello 0,7% negli Stati Uniti, dello 0,5% in Francia e dello 0,4% nel Regno Unito. In termini tendenziali, invece, si è registrato un aumento del 2,3% negli Stati Uniti, del 2,2% in Francia e dell’1,5% nel Regno Unito.