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Italia: parte la cura choc di Renzi, dieci miliardi di euro a dieci milioni di cittadini

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Poco meno di due ore. Tanto è durato il Consiglio dei ministri sul taglio delle tasse che dovrebbe mettere mille euro netti annui in tasca agli italiani che guadagnano meno di 1.500 euro al mese. Secondo le stime diffuse dall’esecutivo il provvedimento, destinato a entrare in vigore dal 1° maggio, dovrebbe riguardare circa 10 milioni di italiani.

Una misura da circa 10 miliardi di euro (“dieci miliardi a dieci milioni di cittadini”) che saranno coperti da risparmi di spesa e da altre manovre di bilancio. Per una volta, ha detto il premier Matteo Renzi nel corso di un incontro con la stampa, “sarà lo Stato a stringere un po’ la cinghia”. Duplice la matrice del provvedimento perché “mettere in tasca mille euro in più aiuta la propensione al consumo ma è anche una misura di attenzione, di equità”.

Nonostante per i dettagli sarà necessario attendere qualche giorno, il premier ha rilevato che circa 7 miliardi arriveranno dalla spending review, sarà poi possibile ampliare il deficit dall’attuale 2,6 al 3 per cento, e circa 2,2 miliardi dovrebbero arrivare dalla riduzione del costo del debito. “Rispetteremo tutti gli adempimenti europei”, ha garantito l’ex sindaco di Firenze.

Dal fronte debiti della Pubblica amministrazione, entro luglio saranno liberati 68 miliardi di euro che, ha spiegato Renzi, in parte torneranno indietro perché “se io pago i debiti della Pa immetto liquidità e agevolo un maggior gettito fiscale”. Questione fisco. Da maggio l’Irap sarà tagliata del 10% grazie all’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie (titoli di Stato esclusi) che dal 20 salirà al 26 per cento.

Il governo stima che la riduzione dell’Imposta regionale sulle attività produttive costerà 2,4 miliardi mentre dalla tassazione sulle rendite arriveranno 2,6 miliardi. Per le Pmi in arrivo inoltre una riduzione del 10% del costo dell’energia. Nuove semplificazioni per quanto riguarda l’apprendistato mentre la durata massima dei contratti a termine sale da 12 mesi a tre anni. “Il contratto a termine potrà essere fatto per massimo 3 anni e senza causale con il limite del 20% sul totale dei lavoratori”.