Italia: oltre all'occupazione, scende la qualità del lavoro

Inviato da Valeria Panigada il Gio, 26/06/2014 - 16:51
Oltre a una grave contrazione dell'occupazione, l'acuirsi della crisi economica ha determinato un drastico peggioramento della qualità del lavoro e un aumento delle disuguaglianze territoriali e generazionali. E' quanto emerso dal rapporto sul benessere equo e sostenibile elaborato dal Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (Cnel) e l'Istituto nazionale di statistica (Istat).
Secondo lo studio, gran parte degli indicatori di qualità del lavoro segnalano un preoccupante peggioramento della condizione dei lavoratori. L'instabilità dell'occupazione rimane diffusa e l'incidenza di lavoratori a termine di lungo periodo si associa ad una propensione sempre minore alla stabilizzazione dei contratti di lavoro temporanei, soprattutto per i giovani. Inoltre, aumenta la presenza di lavoratori con un titolo di studio superiore a quello richiesto dall'attività svolta(22,1% degli occupati nel 2013), mentre resta pressoché invariata la quota di occupati con bassa retribuzione o irregolari.
La maggioranza degli occupati, pur non temendo di perdere il lavoro, ritiene che difficilmente riuscirebbe a ritrovare un'occupazione simile qualora la perdesse (78,8%).
La crisi ha reso ancora più profonde le diseguaglianze territoriali, generazionali e di cittadinanza, sia nell'accesso al lavoro sia riguardo alle varie dimensioni della qualità dell'occupazione. Sono infatti proprio i giovani e i lavoratori meridionali a essere meno soddisfatti per le varie dimensioni del lavoro.
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