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Italia: Ocse, la priorità resta la riduzione del debito. Nuovo Governo prosegua sulla strada delle riforme

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L’Italia ha compiuto notevoli progressi rafforzando le finanze pubbliche e adottando una vasta serie di riforme destinate ad incoraggiare la crescita economica. Ma per uscire dalla fase recessiva e voltare ufficialmente pagina “il nuovo governo a garantire il rafforzamento di tali progressi e il perseguimento della medesima strada”. E in questo scenario la priorità principale rimane “la riduzione ampia e prolungata del  debito pubblico”. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, interamente dedicato all’Italia. “Mantenete la barra dritta“. Questa la raccomandazione chiara ed efficace arrivata da Angel Gurría, segretario generale dell’Ocse, nel corso della conferenza stampa in corso a Roma – Servono segnali chiari sul debito proprio per ritrovare la credibilità”.
Nell’ultimo studio economico dell’ente parigino sottolinea che le principali riforme attuate nel 2012, volte ad aumentare il dinamismo del mercato del lavoro e dei beni, devono essere attuate in maniera efficace. Ciò consentirà di migliorare la produttività del Belpaese, consistentemente debole, e di dare slancio alla competitività internazionale del Paese. “In una situazione caratterizzata da recessione e aumento della disoccupazione, è a volte difficile vedere la luce alla fine del tunnel – afferma Angel Gurría – Sono convinto, però, che se si persiste nell’attuale strategia di riforme si otterrà un miglioramento del tenore di vita e l’economia italiana ne uscirà rafforzata e più dinamica”.
La scarsa competitività, la riduzione dei prestiti bancari e l’impatto immediato dei tagli alla spesa pubblica e degli aumenti impositivi che gravano sulle famiglie e le imprese continuano ad indebolire la crescita sul breve termine. Secondo le previsioni del rapporto, il Prodotto interno lordo (Pil) diminuirà dell’1,5% quest’anno, prima di migliorare leggermente dello 0,5% nel 2014. Il nodo principale rimane la disoccupazione: stando alle previsioni dell’Ocse salirà all’11,4% quest’anno dal 10,6% del 2012, mentre nel 2014 dovrebbe balzare all’11,8%. Quanto al deficit di bilancio italiano dovrebbe salire oltre la soglia Maasticht del 3% nel prossimo biennio: 3,3% nel 2013 e 3,8% nel 2014. Il debito pubblico passerà dal 127% del Pil nel 2012 al 131,5% nel 2013 e al 134,2% nel 2014.
A tal proposito l’Ocse rimarca nello studio presentato oggi a Roma come “il mantenimento della consolidazione fiscale sia fondamentale al fine di ricondurre il rapporto tra debito pubblico e Pil verso una traiettoria discendente a medio termine. Le manovre di bilancio dovrebbero essere focalizzate su tagli permanenti della spesa per evitare un ulteriore aumento di livelli impositivi già elevati”. Per l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico “è necessario, inoltre, avviare una ristrutturazione del sistema tributario per ridurre le spese fiscali inefficienti e rendere il rispetto degli obblighi più facile e meno costoso”.
L’Ocse si rivolge direttamente al nuovo esecutivo. “Il primo obiettivo del nuovo Governo dovrebbe essere l’attuazione completa delle recenti riforme, il monitoraggio del loro impatto e l’introduzione di miglioramenti, dove necessario. È inoltre urgente assicurarsi che la nuova autorità di regolazione dei trasporti venga istituita in tempi brevi e che l’autorità garante della concorrenza eserciti attivamente i suoi nuovi poteri”.