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Italia: nuovo calo per le immatricolazioni di auto, le mancate forniture penalizzano Fiat

QUOTAZIONI Fiat Chrysler Automobiles
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Il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti ha annunciato che il mese scorso nel nostro Paese sono state immatricolate 122.008 auto, il 5,51% in meno rispetto al giugno 2012 e -10,7% nel confronto con maggio. -3,3% invece per i trasferimenti di proprietà di auto usate che su base mensile evidenziano un rosso di oltre il 17%.

Nonostante il dato di giugno sembrerebbe evidenziare un rallentamento della caduta, anche alla luce del fatto che il risultato è stato raggiunto con un giorno lavorativo in meno, va tenuto presente che nel corrispondente mese del 2012 il mercato italiano delle quattro ruote aveva registrato un crollo tendenziale del 24%.

Il dato complessivo relativo il primo semestre del 2013 evidenzia un calo annuo del 10,3% per quanto riguarda il nuovo e un +0,9% nel caso del mercato dell’usato. “In questi primi sei mesi dell’anno – ha commentato Massimo Nordio, Presidente dell’Unrae, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – dal solo settore auto si sono persi altri 270 milioni di euro di Iva e 1,6 miliardi di fatturato rispetto ai valori dello scorso anno, accelerando così l’involuzione del contributo del settore al Pil e alla produzione di gettito fiscale”.

Fiat fa peggio del mercato
A giugno 2013 le immatricolazioni del Gruppo Fiat hanno messo a segno una contrazione annua del 15,2% a 33.504 veicoli portando la quota di mercato al 27,5%, in calo rispetto al 30,2% di maggio. “Sui risultati di Fiat Group Automobiles -si legge in una nota diffusa dal Lingotto- ha pesato ancora la mancata fornitura al Gruppo di componenti per alcuni modelli: sono state oltre 2 mila le vetture vendute che non è stato possibile consegnare ai clienti”.

Inoltre, prosegue la nota, “le immatricolazioni negli ultimi tre giorni del mese sono state influenzate da un anomalo incremento dei canali onerosi (noleggio a breve termine e Km0) da parte della concorrenza che Fga ha deciso di non seguire”.

Mercato ai livelli del ’69
“Oramai siamo a un mercato italiano simile a quello del 1969, ossia 44 anni fa”, ha commentato Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l’Associazione che rappresenta i concessionari di tutti i marchi commercializzati in Italia. “A testimoniare che l’Italia ha sbagliato tutte le scelte politiche sull’automotive sono i dati sulle vendite 2012 in Europa, dove siamo stati il fanalino di coda”. “Il settore dell’auto in Italia -continua Pavan Bernacchi- sta purtroppo vivendo una crisi molto più grave di quella dell’economia reale del Paese: sui livelli ante-crisi le immatricolazioni hanno infatti subito un calo del -44%, mentre la produzione industriale è scesa del -25,4% e il Pil del -6,5%”.

Torna a crescere la raccolta dei contratti
Gli ordini di giugno, secondo un primo scambio di informazioni fra Unrae e Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), hanno evidenziato una crescita di quasi il 7% a oltre 110 mila contratti portando il cumulato gennaio-giugno in passivo di quasi l’8%. Attenzione ai facili entusiasmi, avverte l’Unrae, perché “il confronto è fatto con un 2012 fortemente critico”.

Secondo le stime di Federauto la proiezione dei dati del primo semestre 2013 porta a intravedere un consuntivo annuale non superiore a 1.250.000 immatricolazioni, “con un peggioramento dell’avvilente 2012 chiuso con poco più di 1.400.000 pezzi”.