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L’Italia non cresce da 13 trimestri, per ripresa vera bisognerà attendere il 2016 (analisti)

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L’Italia fa tredici. Sono infatti arrivati a quota tredici i trimestri consecutivi senza il segno più davanti alla voce Pil. Nel terzo trimestre dell’anno la congiuntura italiana ha segnato un rallentamento del ritmo di decrescita con il -0,1% t/t indicato dalla prima stima diffusa oggi dall’Istat, con conseguente discesa del valore del Pil al nuovo minimo da 14 anni e mezzo.
L’Italia risulta l’unica tra le principali economie dell’eurozona ancora in recessione (nel trimestre, il PIL è cresciuto di 0,1% t/t in Germania, di 0,3% t/t in Francia e di 0,5% t/t in Spagna). “La distanza rispetto al picco pre-crisi (toccato a inizio 2008) si amplia ancora, a -9,4%, ed è assai maggiore che in Spagna (-6%), mentre in Germania e Francia il PIL ha già superato il precedente massimo storico”, rimarca Paolo Mameli, senior economist Direzione Centrale Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, che vede la recessione estendersi anche all’ultima parte dell’anno per la quale stima un calo di uno/due decimi del PIL, in linea con la media dell’ultimo anno e mezzo. Il 2014 dovrebbe quindi segnare un calo del Pil dello 0,3/0,4%.
“Gli indicatori anticipatori ancora non sono coerenti con un’uscita dalla recessione – prosegue Mameli – dunque sussistono dei rischi sulla previsione di consenso di un ritorno alla crescita già a inizio 2015. Ciò non fa che confermare che il recupero congiunturale atteso per il prossimo anno sarà di entità modesta: ci aspettiamo un rimbalzo speculare alla caduta registrata nel 2014, ovvero di +0,3/0,4%. Per una “vera” ripresa occorrerà verosimilmente attendere il 2016″.