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Italia: migliorano i conti pubblici a fine 2010, caro energia spinge l’inflazione a febbraio

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Conti pubblici in deciso miglioramento per l’Italia a fine 2010, con deficit migliore rispetto a quanto prospettato dal governo. Preoccupa invece l’inflazione salita a febbraio al 2,4%, sui massimi dal novembre 2008.


Il rapporto deficit/Pil in Italia è sceso al 4,6% a fine 2010 dal 5,4% del 2009 (dato rivisto da 5,3%). Il miglioramento, rimarca l’Istat, è dovuto a un aumento dello 0,9% delle entrate totali, e a un -0,5% per le uscite. Le stime del governo erano di un deficit al 5% a fine anno. In valore assoluto l’indebitamento netto è diminuito di circa 10.500 milioni di euro, attestandosi sul livello di -71.211 milioni di euro. Il rapporto debito/pil risulta del 119%. Il saldo primario (indebitamento netto al netto della spesa per interessi) è risultato negativo e pari allo 0,1% del Pil, in miglioramento rispetto al valore registrato nel 2009 (-0,7%). Nel 2010 la pressione fiscale complessiva (ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil) è risultata pari al 42,6%, inferiore di cinque decimi di punto rispetto al 43,1% del 2009.

La lettura del pil 2010 ha evidenziato una crescita dell’1,3%. Il dato del 2009 è stato rivisto da -5% a -5,2%. nella giornata di oggi è arrivata anche la lettura preliminare dell’inflazione, salita ai massimi del novembre 2008 con un progresso su base annua del 2,4% per l’indice dei prezzi al consumo. Il consensus era a +2,3% dal +2,1% del mese precedente. Nel mese di febbraio l’indice nazionale dei prezzi al consumo, comprensivo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% rispetto al mese di gennaio 2011. L’inflazione core, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, è pari all’1,7%, in accelerazione rispetto all’1,4% di gennaio 2011. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo è pari all’1,8% (era +1,5% di gennaio 2011). L’accelerazione dell’inflazione registrata a febbraio, rimarca la nota dell’Istat, risente in primo luogo delle tensioni sui prezzi dei servizi, ed in particolare di quelli relativi ai Trasporti. Un effetto di sostegno alla dinamica dell’indice generale deriva anche dall’andamento dei prezzi dei beni energetici non regolamentati e dei Beni alimentari.


Per quanto concerne il mercato del lavoro, per il terzo mese consecutivo il tasso di disoccupazione in Italia si attesta all’8,6% con una crescita di 0,2 punti percentuali su base annua. Prosegue la crescita del tasso di disoccupazione giovanile, che raggiunge il livello record del 29,4% dal 29% del mese precedente. Oltre al nodo dolente della disoccupazione giovanile, preoccupa la ripresa dell’aumento degli inattivi. A gennaio gli inattivi tra i 15 e i 64 anni aumentano dello 0,5% (80 mila unità) rispetto al mese precedente. Il tasso di inattività è pari al 37,8%, dopo tre mesi in cui risultava stabile al 37,6%. Nel primo mese dell’anno si è inoltre riscontrato un calo degli occupati e un parallelo aumento del numero dei disoccupati rispetto al mese precedente. A gennaio gli occupati sono 22,831 milioni, in diminuzione dello 0,4% (-83 mila unità) rispetto a dicembre 2010. Nel confronto con l’anno precedente l’occupazione è in calo dello 0,5% (-110 mila unità). La diminuzione registrata nel mese è dovuta sia alla componente maschile sia a quella femminile. Il tasso di occupazione è pari al 56,7%, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto a dicembre e di 0,4 punti rispetto a gennaio 2010. Il numero dei disoccupati, pari a 2,145 milioni, registra una crescita dello 0,1% (+2 mila unità) rispetto a dicembre. Il risultato è sintesi della crescita della disoccupazione femminile e della flessione di quella maschile. Su base annua la crescita del numero di disoccupati è del 2,8% (+58 mila unità).