1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3.  ›› 

Italia, mercati potrebbero preferire un Letta bis

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Forte calo dei Btp questa mattina in scia all’instabilità politica italiana dopo le dimissioni dei ministri del Pdl del week end. Le tensioni politiche, che erano tornate a farsi sentire già a fine agosto in scia al tema IMU, non hanno mai abbandonato il Paese nelle ultime settimane e sono sfociate con la crisi di governo nelle ultime ore. Riteniamo di poter affermare che i mercati avevano già in parte scontato questa ipotesi, viste anche le performance negative dei nostri titoli di Stato rispetto a quelli spagnoli dell’ultimo mese.

La nostra sensazione è che gli operatori scontavano un ritorno alle urne solo nella primavera del 2014, una volta risolte le questioni fiscali e modificata la legge elettorale attuale. Con la crisi si apre invece la possibilità di un ritorno anticipato al voto e il mercato sta prezzando la mancanza di una legge elettorale in grado di evitare un governo senza maggioranza in entrambe le Camere.

Bisogna attendere ora mercoledì, quando Letta andrà alla Camera per chiedere la fiducia. Le possibilità di andare incontro a un Letta bis rimangono concrete se dovesse essere confermata la spaccatura all’interno del Pdl, con le colombe che potrebbero sostenere una simile ipotesi.

Cosa aspettarsi nelle prossime settimane? Ci aspettiamo che il rendimento sul decennale italiano possa salire sino ad arrivare al 5% nell’arco di poche settimane soprattutto nel caso in cui Letta non dovesse ottenere una nuova fiducia.

Solo un superamento di tale soglia potrebbe richiedere un’attivazione del piano OMT della Bce visto l’ingente ammontare del debito pubblico. Rimangono forti dubbi al riguardo. Si tratterebbe della prima attivazione di un piano, che tra l’altro necessita ancora dell’approvazione da parte della Corte costituzionale di Karlsruhe.

Un ruolo chiave sarà giocato anche dalla Merkel, la cui formazione del governo riveste ora ancora di più del carattere di urgenza. In aggiunta a tutto ciò, bisogna tenere in considerazione che la richiesta di attivazione dovrebbe essere avanzata dai singoli governi nazionali, cosa che in questo momento il Paese non possiede.

Ci aspettiamo che queste potrebbero essere le domande a cui Draghi si troverà a rispondere nella conferenza stampa post annuncio tassi di mercoledì. In ottica spread Btp-Bund, potremmo tornare a mettere pressione ai massimi di fine giugno a 310 punti base da qui alle prossime sedute.

Una rinnovata fiducia in Letta potrebbe invece raffreddare temporaneamente i mercati con un decennale che potrebbe fermarsi in area 4,7% e uno spread a 290 punti base. La costituzione di un governo Letta 2 senza la componente più estrema (i cosiddetti falchi) potrebbe ricevere l’approvazione degli operatori, dato che la stabilità sarebbe maggiore rispetto a quella che abbiamo visto di recente. Sarà comunque di carattere temporaneo e in primavera si tornerà alle urne.

Sul fronte rating, ci aspettiamo ora un downgrade del merito creditizio dell’Italia visti i maggiori rischi sul fronte fiscale che insorgono in questo clima di instabilità. Il taglio del rating potrebbe arrivare da Fitch, che al momento ha un merito creditizio un gradino più alto rispetto a quello di Moody’s e Standard&Poor’s. Riteniamo che il taglio arriverà a chiusura di mercati tra questa sera e mercoledì. Probabilmente le agenzie potrebbero proprio attendere l’esito della fiducia di Letta prima di agire.

L’instabilità politica potrebbe infine minacciare tutti i germogli di crescita che in Europa sono sempre più forti. Questo a sua volta alimenterebbe dubbi sulla solidità dei conti italiani dopo il monito che è arrivato dalla Ue sullo sforamento del 3% per l’anno in corso. Una riduzione delle stime sul Pil sul 2014 potrebbe impattare il rapporto deficit/Pil.

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG