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Italia, le elezioni 2013 non spaventano gli analisti

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Risposta di Ubs all’analisi stilata dal Centro Studi di Confindustria. Nella sua congiuntura flash il CsC di viale dell’Astronomia aveva allarmato l’Italia sul perdurare delle turbolenze, soprattutto a causa dell’incognita sulle prossime elezioni.

Per la banca d’affari elvetica il risultato del voto non sarà poi così nebuloso: gli analisti prevedono una vittoria di una coalizione di sinistra o di centro-sinistra che potrà proseguire sulla strada del consolidamento fiscale e di conquistare la fiducia del mercato. Certo che, secondo Ubs, con un esito favorevole ad una coalizione di centro-sinistra si vedrebbe l’attuale premier Mario Monti in una forte posizione di governo e questo  assicurerebbe una guida sicura sulle riforme.

L’analisi del broker svizzero si incentra su due cardini: da una parte la destra che gli esperti vedono estremamente debole e divisa e dall’altra la sinistra che se sì sta guadagnando terreno ma probabilmente non sarà in grado di vantare una chiara maggioranza.

Ubs delinea così uno scenario base che vede la nascita di un governo moderatamente riformista con a capo Pierluigi Bersani, con una larga maggioranza al Senato ma una più stringata al Senato. Per ovviare a questo problema gli analisti ipotizzano una alleanza con l’Udc, consapevoli del divario ideologico esistente tra il partito di Pierferdinando Casini e Sel di Nichi Vendola. Comunque sia il broker è ottimista circa una reazione positiva del mercato.

In questo caso però due sarebbero, secondo la banca svizzera, i rischi: la vittoria alle primarie di Matteo Renzi e una debole maggioranza al Senato. Nella prima ipotesi, Ubs crede che il Partito Democratico potrebbe presentarsi da solo o stringere un’alleanza con il centro: in questo caso il risultato sarebbe una perdita di voti a sinistra ma un guadagno di quelli provenienti da destra. Nella seconda ipotesi lo situazione sarebbe più preoccupante per Ubs: infatti l’Italia è ancora troppo al centro delle attenzioni di mercato per potersi concedere il lusso di non avere un governo per mesi. La conseguenza sarebbe quindi un riacutizzarsi delle tensioni sui Btp e un possibile ritorno ad un Governo di unità guidato da Monti.