Italia: Istat vede recessione protrarsi fino a metà 2013, tenuta export attenua caduta del Pil

Inviato da Titta Ferraro il Lun, 05/11/2012 - 10:58
Recessione sia quest'anno che il prossimo. Le stime diffuse oggi dall'Istat vedono quest'anno il Pil contrarsi del 2,3%, mentre per il 2013, nonostante l'attenuazione degli impulsi sfavorevoli ed un moderato recupero dell'attività economica nel secondo semestre dell'anno, la variazione media annua è vista ancora leggermente negativa (-0,5%). "Il rallentamento del commercio mondiale e il possibile riacutizzarsi delle tensioni sui mercati finanziari costituiscono i principali fattori di rischio al ribasso per queste previsioni", si legge nel report dell'Istat sulle prospettive per l'economia italiana 2012-2013. Le previsioni incorporano gli interventi contenuti nel Disegno di legge di stabilità presentato dal Governo, ma non le modifiche proposte nel corso della discussione parlamentare del provvedimento.

Recessione più lunga rispetto al 2008-2009. Fine discesa attesa a metà 2013
L'Istat rimarca come la caduta del Pil, iniziata nel terzo trimestre del 2011, dovrebbe proseguire con intensità sempre più contenute fino al secondo trimestre del 2013. La durata della crisi attuale supererebbe così sia quella del biennio 2008-09 (5 trimestri) sia quella del periodo 1992-93 (6 trimestri).
Le previsioni diffuse oggi dall'istituto di statistica si allineano abbastanza a quelle del governo Monti che vedono l'economia italiana contrarsi del 2,4% quest'anno e di solo lo 0,2% il prossimo.

Domanda esterna bilancia in parte caduta di quella interna
In entrambi gli anni sostegno alla crescita è attesa dalla domanda estera netta, con un contributo rispettivamente pari a 2,8 e a 0,5 punti percentuali nei due anni considerati, mentre il contributo della domanda interna al netto delle scorte è previsto rimanere negativo sia nel 2012 (-3,6 punti percentuali) sia nel 2013 (-0,9 punti percentuali). Gli investimenti fissi lordi diminuirebbero del 7,2% nel 2012, per effetto di una forte riduzione da parte delle imprese e delle amministrazioni pubbliche. Nel 2013, le prospettive di una ripresa del ciclo produttivo e il graduale miglioramento delle condizioni di accesso al credito porterebbero ad un rallentamento della caduta (-0,9%).
La spesa privata per consumi è vista in calo nel biennio con una contrazione del 3,2% quest'anno e anche nel 2013 la spesa dei consumatori risulterebbe in calo (-0,7%) a seguito delle persistenti difficoltà sul mercato del lavoro e della debolezza del reddito disponibile.

Disoccupazione vista all'11,4% il prossimo anno
La nota dell'Istat sulle prospettive per l'economia italiana nel 2012-2013 rimarca come la maggiore partecipazione al mercato del lavoro osservata a partire dalla fine del 2011 sta alla base del rilevante incremento del tasso di disoccupazione previsto per quest'anno (10,6%). Nel 2013 il tasso di disoccupazione è stimato ancora in salita al'11,4% "a causa del contrarsi dell'occupazione, fenomeno cui si dovrebbe accompagnare un aumento dell'incidenza della disoccupazione di lunga durata".
La dinamica delle retribuzioni per dipendente è stimata in crescita, seppur moderata con un +0,9%, nel 2012 e +1% nel 2013. La produttività del lavoro diminuirebbe nel 2012 per poi stabilizzarsi nel 2013. Il costo del lavoro per unità di prodotto tenderebbe a crescere in entrambi gli anni.

COMMENTA LA NOTIZIA