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Italia, l’Isae alza le stime di Pil 2007 e 2008

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Secondo l’Istituto di studi e analisi economica (Isae) negli ultimi mesi una serie di elementi di novità ha modificato il quadro internazionale precedentemente tracciato. Innanzi tutto, sono riemerse tensioni nelle quotazioni petrolifere – che non precludono, però, una flessione dei prezzi del greggio in media d’anno, dati i picchi del 2006 – e si sono accentuate le spinte al ribasso sul dollaro. Così, nel nuovo quadro dipinto dall’Isae, il petrolio Brent si attesta a circa 63 e 60 dollari nella media del 2007 e del 2008. Per quanto riguarda il tasso di cambio invece la quotazione media ipotizzata per l’anno in corso è di 1,34 dollari per euro, mentre nel 2008 si potrebbe assistere a un leggero recupero della valuta americana.


A livello di crescita economica, le ipotesi di rallentamento degli Stati Uniti hanno trovato conferma nei dati riferiti al primo trimestre, mentre si sono susseguiti i segnali di rafforzamento dell’economia tedesca, con una revisione al  rialzo delle stime di crescita per l’area euro. Rispetto alla situazione descritta a marzo, per l’Isae si conferma in generale l’intonazione positiva del quadro internazionale nel 2007 e 2008, ma permangono rischi di caduta nel ciclo americano, pur avendo questi una probabilità di realizzazione relativamente contenuta. L’Istituto di studi e analisi economica ipotizza per gli Stati Uniti una espansione del 2% quest’anno, per poi rafforzarsi al 2,6% nel 2008. La zona euro, beneficiando della locomotiva tedesca, dovrebbe crescere nel 2007 del 2,6%, mentre per il prossimo anno, in presenza di una congiuntura ancora favorevole, l’aumento in media d’anno del Prodotto interno lordo (Pil) è visto al 2,4%.

In tale quadro l’Isae ha rivisto marginalmente al rialzo, rispetto alla valutazione di marzo, le stime per l’Italia, l’economia della quale dovrebbe recuperare ritmi più vivaci dopo la pausa sperimentata nei primi tre mesi. L’attività economica è vista aumentare nella media del 2007 dell’1,9%, nei dati corretti per il calendario, vale a dire in rialzo di un decimo rispetto alle precedenti stime, e del 2% in termini grezzi. Nel 2008, la crescita, in termini sia grezzi sia corretti, dovrebbe invece attestarsi all’1,8%, ovvero un decimo in più rispetto alla stima fornita l’ultima volta. Il divario nei tassi di sviluppo con l’area euro, pari a 0,9 nel 2006, dovrebbe raggiungere quota 0,6 nel 2008. Ma di cosa beneficia il Belpaese? Secondo l’Isae, sulla dinamica dell’economia italiana incidono favorevolmente, dal lato della domanda, tanto il contributo della spesa interna, quanto il ritrovato slancio dell’export. Dal lato dell’offerta, si conferma il più favorevole andamento della produttività manifatturiera, andamento che tra l’altro va di pari passo con un’evoluzione positiva dell’occupazione.


Nel mercato del lavoro, prosegue la tendenza espansiva che ha caratterizzato l’ultimo periodo: il tasso di disoccupazione scende al 6% nel 2008, un livello non più toccato in quasi un quarantennio. L’inflazione decelera quest’anno all’1,7%, contro il 2,1% del 2006, grazie soprattutto alla riduzione in media d’anno dei corsi energetici e all’apprezzamento dell’euro. Nel 2008, la dinamica dei prezzi al consumo è vista in leggera risalita, all’1,9%. Il divario inflazionistico con i partner euro è favorevole all’Italia per un decimo di punto quest’anno e nullo nel 2008.


Passando alla nota dolente – per l’Italia – dei conti pubblici, la previsione dell’Isae corregge marginalmente le stime avanzate in precedenza, tenendo conto delle ipotesi di crescita leggermente più elevate: il deficit in percentuale del Pil si situa al 2,2% sia nel 2007 sia, in un quadro tendenziale, nel 2008, mentre il rapporto debito/Pil è anticipato al 105,1% nel 2007 e al 103,7% nel 2008.