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Italia, instabilità politica potrebbe far svanire ripresa di fine anno

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Il Pil del 4° trimestre in Italia ha evidenziato un calo dello 0,9% su base congiunturale (in linea con le attese) e del 2,8% su base tendenziale, in lieve peggioramento dal -2,7% previsto. Sull’intero 2012 la contrazione è stata del 2,4%.

Il 2012 è stato l’ennesimo anno nero per l’economia nazionale. Ancora una volta a soffrire di più sono i consumi interni che risentono dell’alto tasso di disoccupazione, che a gennaio ha raggiunto l’11,7%. Si tratta del dato più alto dall’inizio della serie storica mensile (2004). In media sul 2012 il tasso di disoccupazione è stato del 10,7%.

Il nostro Paese riesce ad arginare una parte della contrazione solo grazie alle esportazioni, grazie soprattutto a un euro debole verso le altre valute. Non si può sperare, però, di contare solo su una valuta più debole per ridare competitività alle imprese di casa nostra. Sono necessarie riforme strutturali del tessuto economico mirate a rafforzare la produttività e ad allentare l’alta pressione fiscale sulle imprese.

Certo che l’instabilità politica che sta attraversando l’Italia non gioca a favore. Probabilmente se non si dovesse raggiungere un governo di larghe intese che sia in grado di portare avanti quelle riforme necessarie per la crescita, anche la ripresa prevista nell’ultima parte del 2013 potrebbe essere a rischio. Elemento da non trascurare questo, dato che potrebbe aumentare il forte gap che esiste con il resto d’Europa. I tagli di Fitch vanno in quella direzione.

Il mercato questa mattina non sembra essere particolarmente scosso dal declassamento di Fitch di venerdì sera. Era una decisione scontata a nostro avviso dato che l’agenzia di rating aveva un outlook negativo pendente sul debito italiano da più di un anno e un merito creditizio più alto rispetto a quello di S&P e Moody’s. Unica nota di colore è che il rating è stato abbassato di una sola notch, allo stesso livello di S&P (BBB+). Questo escluderebbe che anche le altre agenzie potrebbero procedere a un declassamento sul debito a lungo termine, almeno nel breve periodo.

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG