Italia: inflazione sale ai massimi da dicembre 2008, +2,1% a gennaio

Inviato da Titta Ferraro il Ven, 04/02/2011 - 11:18
Si scaldano più del previsto i prezzi anche in Italia. A gennaio l'indice prezzi al consumo risulta in rialzo dello 0,4% m/m  e del 2,1% a livello tendenziale. Si tratta dei massimi dal dicembre 2008. Lo ha reso noto oggi l'Istat (si tratta della prima stima preliminare). Il consensus era per un rialzo dello 0,3% m/m e del 2% tendenziale.  A dicembre 2010 la crescita tendenziale era stata pari all'1,9%. Inflazione italiana che si mantiene poco sotto la media Ue che a gennaio è risultata del 2,4%.
Surriscaldamento dei prezzi che riflette principalmente il caro energia. L'Istat rimarca infatti come l'accelerazione dell'inflazione registrata a gennaio risente delle tensioni sui prezzi dei beni, ed in particolare dei beni energetici non regolamentati, e degli alimentari non lavorati, i cui effetti risultano soltanto parzialmente attenuati dal lieve rallentamento della crescita su base annua dei prezzi dei servizi.

L'inflazione acquisita per il 2011  risulta pari all'1,2%. L'inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, è pari all'1,4%, lo stesso valore registrato a dicembre 2010. Sul piano tendenziale, la variazione dei prezzi dei beni sale al 2,5% (dal +2,1% di dicembre 2010), mentre nel comparto dei servizi la dinamica tendenziale dei prezzi scende all'1,5% (era +1,6% a dicembre). Si amplia, quindi, il differenziale inflazionistico tra beni e servizi.

Sempre oggi l'Istat ha annunciato alcune novità a seguito dell'adeguamento annuale del paniere Istat per il calcolo dei prezzi al consumo. A partire da gennaio 2011 il paniere comprende i tablet pc (tra i quali spicca l'iPad), il fast food etnico, il salmone affumicato, l'ingresso ai parchi nazionali, ai giardini zoologici e botanici, i biglietti che consentono l'utilizzo di più mezzi di trasporto extraurbani. Di contro non farà più parte del paniere la voce "noleggio dvd". Lo ha reso noto oggi l'Istat.  A partire da gennaio 2011 gli indici dei prezzi al consumo vengono calcolati secondo un nuovo e più articolato schema di classificazione della spesa per consumi, che recepisce, con alcuni adattamenti, la proposta di revisione della classificazione COICOP definita a livello europeo. L'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) viene diffuso con un livello di dettaglio che arriva a 319 Segmenti di consumo, contro le precedenti 204 Voci di prodotto. Il paniere 2011 è composto da 1.377 prodotti, che si riaggregano in 591 posizioni rappresentative; su queste vengono calcolati mensilmente i relativi indici dei prezzi al consumo.
Nel 2011 sono 85 i comuni capoluogo di provincia che concorrono al calcolo degli indici (erano 83 nel 2010). Il comune di L'Aquila riprende l'attività di rilevazione, dopo due anni di interruzione a causa degli effetti del terremoto del 2009. Entra Messina e riprende la partecipazione Salerno. La copertura in termini di popolazione provinciale è pari all'86,7%.
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