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Italia: indice Pmi ai massimi degli ultimi 3 anni, balzo produzione fa ripartire le assunzioni

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Buone indicazioni per l’Italia dall’attività manifatturiera che ad aprile si porta sui massimi degli ultimi 3 anni. E’ quanto emerge dall’indice Pmi manifatturiero salito ad aprile a 54 punti dai precedenti 52,4 punti. Il dato è superiore alle attese degli analisti che erano ferme a 52,8 punti.
Balzo Pmi guidato da nuovi ordini ed export 
L’indice elaborato da Markit evidenzia un miglioramento dello stato di salute del settore manifatturiero grazie soprattutto al forte (maggiore da aprile 2011) e più veloce aumento dei nuovi ordini, anche le esportazioni sono aumentate ad aprile ad un tasso più accelerato sino a raggiungere il livello più veloce in appena più di tre anni. La nota di Markit rimarca poi come il livello degli acquisti presso le imprese manifatturiere italiane è aumentato ad aprile per il quinto mese consecutivo e, inoltre, in linea con la tendenza della produzione e dei nuovi ordini, il tasso di crescita dell’attività di acquisto ha subito un acceleramento al tasso più rapido in tre anni.
Aumento produzione fa ripartire l’occupazione
“Incoraggiato dall’ennesimo successo  delle esportazioni, il settore manifatturiero italiano ha registrato un’ulteriore forte crescita mensile – commenta l’economista di Markit, Phil Smith – Inoltre la crescita prende vigore a causa dei tassi di crescita maggiori in tre anni della produzione, dei nuovi ordini e dell’attività di acquisto”. “L’aumento del carico di lavoro ha provocato notevoli incrementi occupazionali – aggiunge Smith – dopo cinque mesi di aumenti relativamente moderati, anche se le imprese hanno preferito essere caute per quanto riguarda le  giacenze. Allo stesso tempo l’indagine di aprile ha sottolineato una contrazione del carico dei costi, provocata dal minore prezzo di materie prime, che conseguentemente ha consentito di applicare ulteriore sconti dei prezzi all’ingrosso”. L’esperto di Markit sottolinea come tale contesto stia per adesso incentivando le vendite, in particolare quelle estere, ma rimane il rischio che la deflazione diventi radicata e soffochi la domanda”. 
Mercoledì i dati Istat di marzo sul mercato del lavoro avevano visto un’importante inversione di tendenza con l’aumento degli occupati di 74mila unità, con un +0,3% m/m che risulta il più significativo balzo in avanti da quasi due anni e mezzo.
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