1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Italia, inattesa battuta d’arresto della produzione industriale a luglio (-1,1% m/m)

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN
Doccia fredda per l’economia italiana dai dati odierni sull’andamento della produzione industriale. L’Istat ha reso noto che a luglio l’indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dell’1,1% rispetto a giugno. Si tratta del calo mensile più marcato dal giugno 2012 e disattende le attese di mercato che erano di un progresso dello 0,3%. Rivisto al ribasso il dato di giugno passato da +0,3% m/m a +0,2%.
 
Reazione negativa di Piazza Affari che in corrispondenza con l’uscita del dato è virata in negativo con l’indice Ftse Mib che è arrivato a cedere lo 0,5%.

Calo tendenziale del 4,3%
Nella media del trimestre maggio-luglio l’indice ha registrato una flessione dello 0,5% rispetto al trimestre precedente. Nella media dei primi sette mesi dell’anno la produzione è scesa del 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Corretto per gli effetti di calendario, a luglio l’indice è diminuito in termini tendenziali del 4,3% (i giorni lavorativi sono stati 23 contro i 22 di luglio 2012).

A luglio variazione positiva solo per il comparto energia
Variazione congiunturale positiva nel solo comparto dell’energia (+1,7%). Segnano invece variazioni negative i raggruppamenti dei beni strumentali (-3,1%), dei beni intermedi (-1,1%) e, in misura minore, dei beni di consumo (-0,3%). Nell’ambito della manifattura, gli unici incrementi congiunturali si sono registrati per i settori delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+4,4%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+2,2%).
A livello tendenziale risultano in calo tutti i raggruppamenti principali di industrie: -7,1% per l’energia, -6,6% i beni strumentali; flessione più contenuta i beni di consumo (-3,7%) e i beni intermedi (-2,1%). Per quanto riguarda le dinamiche tendenziali dei settori di attività economica, a luglio  l’unico comparto in crescita è quello delle industrie  tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+2,3%). Le diminuzioni maggiori si registrano per i settori dell’industria del legno, della carta e stampa (-11,1%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-10,6%) e della fabbricazione di mezzi di trasporto (-8,4%).

Ieri il Centro Studi Confindustria, che per luglio aveva stimato un +0,2% della produzione industriale, ha rimarcato che la recessione è agli sgoccioli con la variazione nulla stimata per il Pil nel terzo trimestre 2013 interrompe la contrazione durata otto trimestri.