Italia in stallo, ma il successo del Movimento 5 Stelle può smuovere un sistema bloccato

Inviato da Alessandro Piu il Lun, 04/03/2013 - 11:39
Il risultato delle recenti elezioni in Italia è stato il peggiore possibile per i mercati finanziari. Il successo oltre le attese del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, indisponibile ad alleanze di governo, ha creato uno stallo politico che preoccupa non solo il Belpaese ma l'Europa intera. 

Eppure da quello che sembra un male potrebbe nascere un bene. Jim O'Neill, presidente di Goldman Sachs Asset Management osserva che "il Prodotto interno lordo italiano è rimasto praticamente invariato dal 1999, ossia dall'avvio dell'Unione monetaria". Pertanto se uno stallo esiste non è quello uscito dalle urne ma quello che tiene in ostaggio l'economia della Penisola da quasi cinque lustri. "Un cambiamento era necessario - commenta O'Neill - e l'irruzione sulla scena della novità a 5 Stelle può avviarlo"

Non solo ma secondo O'Neill la tanto sbeffeggiata Italia che elegge "due clown", affermazione del leader Spd  Peer Steinbrueck, "potrebbe mettere in dubbio la dottrina economica corrente, quella che vede nelle politiche di riduzione del debito la strada virtuosa da seguire, necessaria anche per avere il supporto degli politico". Il risultato elettorale in Italia dice che così non è e potrebbe trasformarsi per i partigiani dell'austerity in un vero e proprio incubo "in particolare per Berlino e Francoforte. Difficilmente, infatti, queste certezze economiche verranno rimesse in discussione nell'immediato".  

Esiste un terzo punto di rottura con il passato secondo O'Neill, strettamente collegato al primo. "Il vero problema dell'Italia è la mancanza di crescita che ha portato a un aumento del debito. La situazione italiana è però ben diversa da quella di altri Paesi problematici. La posizione fiscale del Belpaese corretta per il ciclo economico segna un surplus, per quanto modesto. Virtualmente si tratta del risultato migliore tra tutti i Paesi sviluppati. Adottare una politica monetaria restrittiva con il vago obiettivo di ridurre il debito non è una strategia intelligente". Ciò di qui l'Italia ha bisogno, secondo O'Neill, è di riforme. "Riforme del mercato del lavoro e industriale per rilanciare la produttività". Riforme che nel sistema bloccato sono state possibili solo in minima parte e che poco hanno a che fare con l'austerità. "In Italia la parola riforma non fa rima con austerity, questo ci hanno mostrato gli elettori italiani. Certo - ricorda in conclusione O'Neill - l'Italia ha bisogno del supporto di Germania e Banca centrale europea per evitare dannose escalation nel rendimento dei propri titoli di Stato.
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