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Italia in recessione, non c’è tempo da perdere ma meno probabili modifiche da Bruxelles (analisti)

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I dati preliminari sul Pil del terzo trimestre confermano lo stato di recessione in Italia, che si appresta così a chiudere l’anno con un -0,3% nel 2014. “La rilevazione alimenterà nuova pressione al governo – commenta Paolo Pizzoli, analista di Ing – negli ultimi giorni, una accelerazione sulle riforme istituzionali (la nuova legge elettorale) e strutturali (la riforma del mercato del lavoro, il cosiddetto “Jobs Act”) aveva già avuto luogo. Ma i dati sul Pil ricordano che non c’è tempo da perdere”. Forse, unico spunto positivo, potrebbe arrivare da Bruxelles. Secondo l’esperto di Ing, la rilevazione odierna verrà considerata nella valutazione in corso del bilancio italiano da parte della Commissione europea, il cui verdetto finale sarà entro la fine del mese. L’Italia ha invocato le circostanze eccezionali e con l’economia ancora in recessione, “sembra meno probabile che la Commissione imporrà qualche aggiustamento”.