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Italia in recessione, la Francia per ora si salva

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La recessione abbraccia anche l’Italia, dopo la Germania, ed evita per il momento la Francia e la Spagna. Questo il bilancio dei dati sul prodotto interno lordo relativi al terzo trimestre dell’anno pubblicati tra ieri e oggi dai principali Paesi dell’area euro.


Il Belpaese ha fatto segnare nel periodo luglio-settembre, secondo la stima preliminare dell’Istat, un calo del pil dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, più di quanto atteso dal consensus (-0,2%) e dello 0,9% rispetto allo stesso periodo del 2007. Tra aprile-giugno il pil italiano era calato dello 0,3% su base trimestrale.


Ha sorpreso in positivo, invece, l’andamento del prodotto interno lordo francese. Secondo l’Insee nel terzo trimestre la Francia è cresciuta dello 0,1%, oltre le attese di consensus che prevedevano un arretramento dello 0,1%. Nel confronto con lo stesso trimestre del 2007 la crescita francese è dello 0,6% contro un consensus a 0,4%. Tra aprile e giugno il pil transalpino era calato dello 0,3%. La positiva rilevazione del terzo trimestre evita alla Francia il secondo arretramento consecutivo che segnala, tradizionalmente, l’entrata in recessione tecnica di un Paese.


Anche la Spagna ha evitato per ora di scivolare verso la recessione anche se le condizioni economiche del Paese iberico appaiono in netto deterioramento. Infatti, alla crescita del pil pari allo 0,1% del secondo trimestre dell’anno rispetto al primo, ha fatto seguito una rilevazione negativa nel terzo trimestre, quando il pil è sceso dello 0,3%.


Il dato più negativo per l’intera economia dell’area euro è arrivato però dalla Germania. Berlino ha reso noto ieri che nel terzo trimestre dell’anno il pil è sceso dello 0,5%, il secondo calo consecutivo dopo lo 0,4% registrato nel secondo trimestre dell’anno. Su base annua la crescita della Germania è rimasta comunque positiva e pari allo 0,8% se rettificata per gl effettivi giorni lavorativi.