Italia: il Governo taglia le stime, per tornare a crescere bisognerà attendere il 2014

Inviato da Luca Fiore il Gio, 20/09/2012 - 19:20
Il Governo riduce le stime di crescita. Al termine del Consiglio dei Ministri, l'esecutivo ha annunciato di aver aggiornato le stime sulla crescita e sui conti pubblici per il periodo 2012-2015. "A causa -si legge nella nota emessa dal Governo- del peggioramento dello scenario internazionale, in particolare della zona euro, nel 2012 è prevista una contrazione del Pil del 2,4 per cento e nel 2013 la crescita dovrebbe essere leggermente negativa". Ad aprile, per quanto riguarda il 2012 era stato stimato un calo della ricchezza prodotta dell'1,2% mentre per il 2013 era stata pronosticata una crescita del Pil dello 0,5%.

"L'anno prossimo, a causa dell'effetto di trascinamento del calo registrato nel corso del 2012, è prevista una contrazione dello 0,2 per cento". Per l'inversione di tendenza bisognerà attendere il 2014 ed il 2015 quando "è prevista una crescita rispettivamente dell'1,1 per cento e dell'1,3 per cento grazie all'aumento della domanda interna ed esterna in virtù degli effetti positivi delle riforme strutturali per rilanciare l'economia".

Il peggioramento delle stime di crescita impatterà anche gli altri aggregati macroeconomici. Per il 2012 l'indebitamento netto è atteso al 2,6% del Pil mentre l'anno prossimo si attesterà all'1,6%. Ad aprile i due dati erano stati rispettivamente stimati all'1,7% ed allo 0,5%.

"Considerata la ripresa dell'attività economica e il programma di dismissione del patrimonio dello Stato, sia degli immobili che delle partecipazioni pubbliche (i cui proventi, si stima, ammontano a circa 1 punto percentuale di PIL all'anno) è prevista una riduzione del debito pubblico dai 123,3 punti percentuali dell'anno in corso, a 122,3% nel 2013, 119,3% nel 2014 e 116,1% nel 2015, al netto dei sostegni erogati o in corso di erogazione ai Paesi dell'area dell'Euro".

Pareggio di bilancio nel 2013, fabbisogno in calo
Non solo notizie negative. Nonostante lo sfavorevole andamento del contesto macro "il Governo conferma l'obiettivo del bilancio in pareggio in termini strutturali nel 2013, malgrado l'impatto di eventi naturali avversi e la presenza di un rallentamento dell'economia più significativo di quanto previsto nel DEF, abbiano determinato l'esigenza di assumere spese incomprimibili".

 "La situazione dei conti pubblici è migliorata nei primi otto mesi dell'anno, con un fabbisogno di cassa del settore statale che si è ridotto di 13,6 miliardi attestandosi a 33,5 miliardi di euro". "Questo è stato possibile grazie ad una riduzione della spesa e ad un aumento delle entrate sebbene, in quest'ultimo caso, più modesto del previsto. Purtroppo gli oneri finanziari sono aumentati in questa fase a causa delle incertezze nella zona euro, che solo di recente sembrano avviarsi verso una attenuazione".

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