Italia: Fmi peggiora le stime su deficit e debito. Disavanzo strutturale sopra la soglia dello 0,5% nel 2014

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Il Fondo monetario internazionale peggiora la view sull’Italia. Secondo le stime di primavera dell’istituto con sede a Washington, deficit e debito pubblico del bel Paese nel 2014 si attesteranno rispettivamente al 2,7% e al 134,5 per cento del Prodotto interno lordo, contro il 2,1 e il 133,1% atteso in precedenza. L’anno prossimo l’outlook sul deficit/Pil è confermato all’1,8% mentre quello sul debito/Pil passa dal 131,8 al 133,1 per cento.

Nell’edizione di aprile del Fiscal Monitor, il rapporto semestrale che analizza lo stato dei conti pubblici delle principali economie, il deficit/Pil aggiustato per gli effetti del ciclo economico, il cosiddetto disavanzo strutturale, dovrebbe attestarsi allo 0,8% quest’anno per scendere allo 0,5% nel 2015. Il pareggio strutturale di bilancio rappresenta uno dei pilastri del Fiscal Compact e prevede che il disavanzo non possa superare lo 0,5% per cento del Pil nel corso di un ciclo economico in quei Paesi con un rapporto debito/Pil superiore al 60%.

Dal 3% del 2013, in Eurolandia il deficit è visto al 2,6% del Pil nel 2014 (2,5% a ottobre) per scendere al 2% l’anno successivo (2,1% in precedenza). Il debito pubblico, dopo il 95,2% del 2013, è invece atteso al 95,6% quest’anno (da 96,1%) e al 94,5% il prossimo (da 95,4%).

Se finora, sottolinea l’istituto guidato da Christine Lagarde, il processo di consolidamento fiscale si è basato su due pilastri, la crescita delle entrate e la riduzione della spesa, nel 2014 e nel 2015 si registrerà una prevalenza del secondo tipo di misure. “La spending review italiana va nella giusta direzione”, ha detto Sanjeev Gupta, Direttore del dipartimento degli affari fiscali del Fmi, nel corso della conferenza stampa organizzata per presentare il report.

Secondo il Def presentato ieri dal governo Renzi il Pil crescerà dello 0,8% quest’anno e dell’1,3% il prossimo, il rapporto con il deficit si attesterà rispettivamente al 2,6% e all’1,8% e quello con il debito al 134,9% e al 133,3%.

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