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Italia: fiducia consumatori vola al massimo storico. Codacons: dato positivo per ripresa consumi, Natale meno amaro per famiglie

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Si rafforza la fiducia dei consumatori italiani, volando sui massimi di sempre. Nel mese di novembre l’indice del clima di fiducia dei consumatori è salito a quota 118,4 rispetto ai 117 del mese precedente. Lo ha annunciato oggi L’Istat ricordando che si tratta dal valore più alto da gennaio 1995 (inizio calcolo della serie storica). Tutte le stime delle componenti del clima di fiducia dei consumatori sono aumentate, con un incremento maggiore per quella economica (a 158,3 da 153,3) e più contenuto per quella personale (a 105 da 103,9), per quella corrente (a 111,6 da 109,3) e per quella futura (a 128 da 127,2).
I dati sulla fiducia dei consumatori hanno confermato in pieno le indagini del Codacons su un maggiore ottimismo delle famiglie e su una possibile ripresa dei consumi in vista delle prossime festività natalizie. “I numeri forniti dall’Istat assumono un’immensa importanza perché la fiducia delle famiglie si riflette in modo diretto sulla propensione alla spesa e sull’intera economia nazionale – spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – Proprio nel mese di novembre il Codacons aveva registrato un clima di generale ottimismo da parte dei consumatori, e una maggiore predisposizione all’acquisto in vista delle feste di Natale, tendenza che ora viene certificata in modo incontrovertibile dall’Istat”. “L’indice sulla fiducia dei consumatori fa ben sperare sul fronte dei prossimi consumi di Natale, che per la prima volta in 8 anni potrebbero finalmente tornare a registrare segno positivo“, conclude il Codacons.
Fiducia imprese manifatturiera sotto le attese
Entusiasmo più contenuto sul fronte delle imprese, con l’indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane che ha mostrato una sostanziale stazionarietà (107,1, da 107,0 di ottobre). Il clima di fiducia è sceso nella manifattura (a 104,6 da 105,7) e nel commercio al dettaglio (a 115,0 da 116,3). 
L’Istat ha infine sottolineato che “gli indicatori prodotti risentono solo in minima parte dei fatti eccezionalmente gravi avvenuti intorno alla metà del mese, in quanto il periodo di rilevazione dei dati è concentrato nei primi 15 giorni”.