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Italia: disoccupazione schizza al 9,8% a marzo, preoccupa anche brusco calo indice Pmi

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Si deteriora ulteriormente la situazione del mercato del lavoro in Italia. A marzo il tasso di disoccupazione si è attestato al 9,8%, in aumento di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e di 1,7 punti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta dei nuovi massimi da quanto nel 2004 l’Istat ha iniziato a calcolare la serie storica su base mensile. Prendendo in considerazione le serie storiche trimestrali, il tasso di disoccupazione si trova ai massimi dal terzo trimestre del 2000.

Tra i giovani disoccupazione sale del 2% in un solo mese
I dati snocciolati oggi dall’Istat riportano una decisa revisione al rialzo del dato di febbraio, da 9,3 a 9,6%. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24enni) è pari al 35,9%, in aumento di 2 punti percentuali rispetto a febbraio. A marzo 2012 gli occupati sono 22.947 mila, in diminuzione dello 0,2% rispetto a febbraio (-35 mila unità) e dello 0,4% rispetto a marzo 2011 (-88 mila unità). Il risultato è determinato dal calo dell’occupazione maschile. Il tasso di occupazione è pari al 57%, in diminuzione nel confronto congiunturale di 0,1 punti percentuali e di 0,2 punti in termini tendenziali.

Quasi 500mila nuovi disoccupati nell’ultimo anno
Il numero dei disoccupati, pari a 2.506 mila, aumenta del 2,7% rispetto a febbraio (66 mila unità). Su base annua si registra una crescita del 23,4% (476 mila unità). L’allargamento dell’area della disoccupazione riguarda sia gli uomini sia le donne. Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuiscono dello 0,3% (-40 mila unità) rispetto al mese precedente. Il tasso di inattività si posiziona così al 36,7%, con una flessione di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 1,1 punti su base annua.

Pmi manifatturiero scende a 43,8 punti ad aprile
In flessione a  43,8 punti ad aprile l’indice Pmi manifatturiero italiano dai 47,9 punti del mese precedente. La lettura risulta ben sotto le attese che erano per un calo marginale a 47 punti. Debole soprattutto la lettura relativa ai nuovi ordini, con un tonfo da 45,7 a 39,2 punti, flessione più marcata degli ultimi 3 anni. Debolezza che preannuncia un ulteriore deterioramento dell’attività economica anche all’inizio del secondo trimestre. La prima lettura del Pil relativo al primo trimestre è in agenda il 16 maggio con il governo che lo scorso mese ha rivisto al ribasso le stime del Pil per l’intero 2012 a -1,2% dal precedente -0,4%.

Uscita dell’indice Pmi italiano coincisa con la discesa sotto la parità del Ftse Mib e l’aumento dello spread Btp/Bund ai massimi di giornata a 389 punti base. Ripercussioni anche sull’euro sceso sotto la soglia di 1,32 dollari.