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Italia: disoccupazione ad aprile ai massimi da oltre 36 anni, inflazione contenuta a maggio (analisti)

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“Il tasso di disoccupazione è aumentato come atteso di un decimo ad aprile, ma per via di una significativa revisione delle serie storica è risultato ben superiore alle attese, al 12% dopo l’11,9% di marzo. Si tratta del livello massimo registrato non solo dalla serie mensile (disponibile da gennaio 2004) ma anche da quella trimestrale (ovvero dal primo trimestre del 1977). Il numero dei disoccupati è salito a 3 milioni 83 mila unità”. Commenta così Paolo Mameli, Senior Economist – Macroeconomics and Fixed Income Research Department Intesa Sanpaolo, il dato odierno sul lavoro in Italia. “Da notare – prosegue Mameli – la pesante revisione sul dato di disoccupazione giovanile, che risulta ora superiore al 40% (40,5%), quasi il doppio della media storica degli ultimi 10 anni. La contrazione tendenziale è più marcata nelle costruzioni (-11,4% annuo) che nell’industria in senso stretto (-2,5% annuo); dopo la tenuta dei trimestri precedenti, passa in negativo anche il terziario (-0,4% annuo)”.

“Continua il trend di aumento degli occupati a tempo parziale (si tratta quasi esclusivamente di part-time involontario) a fronte di un calo di quelli a tempo pieno. La flessione annua riguarda percentualmente in maggior misura i dipendenti a termine (-3,1% annuo), ma è più marcata in termini assoluti per i dipendenti a tempo indeterminato (-178 mila unità); molto accentuato in particolare il dato per quanto concerne i dipendenti permanenti a tempo pieno (-347 mila unità), un segnale che la crisi sta colpendo non soltanto precari ma anche famiglie con una capacità reddituale consolidata.

“In sintesi – spiega il senior economist – non soltanto il valore facciale del tasso di disoccupazione ma anche il dettaglio dell’indagine segnalano una netta accelerazione nel deterioramento del mercato del lavoro non soltanto in termini quantitativi ma anche “qualitativi”. Il dato conferma, come segnalavamo di recente, che la pausa di febbraio-marzo del tasso di disoccupazione era temporanea. Il tasso dei senza-lavoro rimarrà su un trend al rialzo anche nei prossimi mesi e potrebbe superare il 12,5% per fine anno”.

“I prezzi al consumo sono saliti di un decimo in base all’indice Nic e sono rimasti invariati secondo l’indice armonizzato a maggio. L’inflazione annua è salita lievemente dall’1,1% all’1,2% secondo l’indice nazionale e rimasta all’1,3% sull’armonizzato”, prosegue Mameli nel commentare il dato sull’inflazione di maggio. “In prospettiva, l’inflazione è destinata a rimanere su livelli molto contenuti nei prossimi mesi. Nel caso il governo evitasse il programmato aumento dell’Iva, il punto di minimo potrebbe vedersi all’1% a settembre. Il calo dell’inflazione è al momento l’unico sollievo per il potere d’acquisto delle famiglie (le retribuzioni reali sono tornate in territorio lievemente positivo ad aprile per la prima volta dopo quasi tre anni)”.