Italia, Deutsche Bank e investitori tornano a riscoprire i Btp

Inviato da Riccardo Designori il Mer, 26/10/2011 - 12:23
Un'attenta lettura della trimestrale pubblicata ieri da Deutsche Bank apre spazio a nuove considerazioni. Se nel primo quarto 2011 l'istituto di credito capitanato dal Ceo Josef Ackermann aveva deciso di tagliare drasticamente l'esposizione sui titoli di Stato italiani da 8 a 1 miliardo di euro, gli ultimi tre mesi hanno segnato una decisa inversione di tendenza. La banca di Francoforte ha infatti nuovamente incrementato il peso in portafoglio dei titoli italiani, passando da un'esposizione netta di 1 miliardo di euro a 2,252 miliardi di euro.

Allargando l'analisi agli altri Piigs si scopre una cosa: il basket di titoli sovrani dei Paesi europei in difficoltà è costitutuito per il 51,36% da obbligazioni del Bel Paese. Su un totale di 4,384 miliardi di euro, l'Italia guida di gran lunga la classifica. Evidentemente i vertici tedeschi credono che dopo il lungo impasse politico degli ultimi mesi, l'Unione Europea alla fine riuscirà a superare le sfide che sta affrontando e a uscire dal tunnel nel quale sé caduta. Magari già oggi. Emblematiche in tal senso le parole di ieri del Presidente francese Sarkozy: "L'Europa non è mai stata cosi vicina all'esplosione". L'esposizione netta verso i Bond degli altri Piigs è di 881 milioni di euro sulla Grecia, di 855 milioni sulla Spagna, di 318 milioni sull'Irlanda e di 78 milioni sul Portogallo.

In un contesto particolarmente difficile per il costo del funding dell'Italia, la scelta di DB risulta premiante per il Bel Paese: a questi rendimenti il nostro Paese rappresenta un'ottima possibilità di investimento, probabilmente migliore di altre in base al mix di rischio/ rendimento. Il riferimento è ai titoli di Stato francesi non è casuale.

Come evidenziato da un report di M&G, a preoccupare in questa fase è "la disastrosa performance delle obbligazioni di Stato francesi, in particolare per quanto riguarda le ultime due settimane". Il differenziale di rendimento dei titoli transalpini con gli omologhi si sta ampliando da sempre più: dai 70 punti di metà settembre si è arrivati ai 105 di oggi. Il massimo storico è stato toccato il 24 ottobre a 119 punti.

L'incremento del costo di finanziamento di Parigi è dettato da una semplice constatazione. Anche in questo caso la trimestrale di Deutsche Bank è utile. Se a Francoforte hanno deciso di svalutare nuovamente i titoli di Stato greci, arrivando a questo punto a poter reggere senza danni un pesante haircut del debito di Atene, lo stesso non si può dire per il sistema bancario francese. Senza contare che i titoli di Stato francesi stanno per l'appunto seguendo la stessa strada già percorsa nell'ordine da Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia.

Pur tra le difficoltà che tutti conoscono, la fiducia riposta da Deutsche Bank sull'Italia trova un'ulteriore giustificazione: il mercato obbligazionario non dovrebbe registrare crisi di liquidità nel prossimo futuro.

L'indagine sul risparmio elaborata da Ipsos e Acri in occasione dell'87° Giornata Mondiale del Risparmio in programma oggi ha evidenziato come gli italiani siano tornati ad investire i loro soldi in Bot e Btp. Alla base di questa scelta proprio l'innalzamento dei rendimenti, con il 2 anni che oggi sul secondario rende il 4,54%, il 5 anni il 5,56% e il 10 anni il 5,96%.

Riccardo Designori
Ufficio Studi Brown Editore
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