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L’Italia del credito nel mirino delle banche estere

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I banchieri centrali del G10, riuniti a Basilea, potrebbero discutere la richiesta di minori veti politici, che sarà esaminata da Bruxelles. Il motivo? Alcuni dei loro “vigilati” hanno chiesto di rivedere la 2° direttiva Ue, che assegna il placet a governi e istituzioni sulle fusioni transfrontaliere. Dietro l’accelerazione Ue sulle fusioni trasnazionali spuntano le mire di Abn e Bbva. Le tutele del Governatore condizionano infatti chi coltiva sogni di crescita esterna. Ultimi a dirlo Alessandro Profumo(Unicredit), Corrado Passera(Intesa) e Roberto Mazzotta(Bpm). Parole a parte, c’è gran fermento perché se gli ostacoli cadessero il capitale internazionale dilagherebbe, partendo dalle posizioni già assunte in Intesa, Sanpaolo, Capitalia, Antonveneta, Bnl, Mediobanca. In alcuni casi lo straniero è primo socio e sfiora la soglia di guardia del 15%.