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Italia: da Cipe via libera a opere per 5,5 miliardi -2-

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Il Cipe ha poi assunto decisioni volte al contrasto del rischio idro-geologico. La delibera “frane e versanti” approvata oggi dal Cipe, finanzierà con 679,7 milioni di euro (di cui 352 milioni messi a disposizione dalle Regioni sui Programmi attuativi regionali e 262 milioni attraverso i Programmi attuativi interregionali, la realizzazione di 518 interventi identificati tra il 2010 e il 2011 attraverso un processo di leale collaborazione tra le sette Regioni del Sud interessate, il Ministero per l’Ambiente e il Ministero per la Coesione Territoriale. Le sette Regioni del Mezzogiorno che beneficeranno degli interventi saranno Basilicata, Calabria Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Sbloccati dal Cipe anche 39 milioni di euro per il Fondo nazionale per la montagna per interventi di viabilità e difesa del suolo e 15 milioni di euro per la compensazione dei territori che ospitano centrali nucleari dismesse e impianti del ciclo combustibile nucleare.
Sbloccati poi 556 milioni di euro per l’edilizia scolastica. Per quanto riguarda il piano nazionale di edilizia abitativa, sbloccati interventi di edilizia abitativa sociale e scolastica, inseriti negli accordi di programma tra Stato e Regioni, in particolare quelli con Calabria, Abruzzo e Lazio. Gli interventi destinati alla costruzione di residenze comportano, complessivamente, la costruzione o la riqualificazione di 1.689 alloggi con un costo di 212 milioni di euro. Il Piano di edilizia abitativa prevede una spesa complessiva di oltre 2,9 miliardi di euro (2,1 miliardi privati) nei prossimi cinque anni. Per il 2012, rimarca la nota di palazzo Chigi, è ragionevole prevedere che verranno realizzati parte degli interventi di recupero e ristrutturazione con una spesa stimata intorno ai 300 milioni di euro.
Previsto inoltre il rifinanziamento del Fondo Sviluppo e Coesione. Il Cipe ha confermato l’impegno assunto dal Governo con gli enti locali il 17 gennaio approvando delibere sulla programmazione nazionale e regionale del Fondo Sviluppo e Coesione. Una prima delibera garantisce un quadro di certezza sul finanziamento effettivo, riallocando i tagli per circa 10,5 miliardi stabiliti con diversi provvedimenti del precedente governo. Infine il Parlamento ha a suo tempo stanziato 2.800 milioni di euro, destinati a ripristinare la copertura degli investimenti ritenuti indifferibili (edifici scolastici da mettere in sicurezza, interventi per il dissesto idrogeologico, interventi a favore delle imprese e carceri e ulteriori opere infrastrutturali).