L'Italia cresce più del previsto, export e investimenti sostengono il Pil

Inviato da Alberto Bolis il Ven, 10/09/2010 - 11:55

L'Italia cresce più del previsto. L'Istat ha rivisto al rialzo le stime sul Pil del secondo trimestre, che ha mostrato un incremento dello 0,5% (+0,4% la stima precedente) rispetto ai primi tre mesi del 2010 e dell'1,3% (+1,1%) nei confronti dello stesso periodo dello scorso anno. L'aumento congiunturale dello 0,5% rappresenta la variazione migliore dal secondo trimestre del 2006, mentre il +1,3% tendenziale rappresenta il balzo più alto dal terzo trimestre del 2007. Secondo l'istituto di statistica, il Pil italiano del primo semestre ha toccato quota +0,9%.

A sostenere la revisione al rialzo del Pil la decisa crescita delle esportazioni, che hanno realizzato un incremento congiunturale del 3,3%. Bene anche gli investimenti fissi lordi (+1,3%), mentre le importazioni di beni e servizi sono aumentate dello 0,8%. Restano invece deboli i consumi, soprattutto per quanto riguarda le famiglie, che rispetto ai primi tre mesi dell'anno sono saliti dello 0,1%. A livello tendenziale, le esportazioni sono balzate del 9,2% e le importazioni dell'8,2%.

"E' stata sorprendente la revisione al rialzo degli investimenti del primo trimestre (da +0,6% a +1,4%) e la dinamica dell'export resta positiva", è il commento a caldo di Carmela Pace, economista di Mps Capital Services, raccolto da Finanza.com. I consumi, invece, "sono ancora deboli e seguono il trend dell'area euro, dove pesa l'elevato tasso di disoccupazione". Per il terzo trimestre, Carmela Pace non si aspetta un Pil sotto zero, come stimato ieri dall'Ocse, "ma in rallentamento rispetto ai primi due trimestri dell'anno".

Tornando ai dati diffusi dall'Istat, nel secondo trimestre l'istituto di statistica segnala la buona performance dell'industria (+1,3%), del settore che comprende le attività del commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (+0,9%) e del settore del credito, assicurazioni e attività immobiliari (+0,9%). I comparti che invece hanno sofferto di più sono stati quello dell'agricoltura (-2,7%) e quello delle costruzioni (-0,7%).

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