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Italia: Consob, torna a crescere l’esposizione delle banche europee

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“Nel primo semestre del 2012 si sono in parte interrotti i disinvestimenti delle banche dei principali paesi europei dai paesi periferici dell’Area euro”. È quanto si legge nel Risk outlook, il report semestrale preparato dalla Consob che analizza fenomeni e trend che caratterizzano l’evoluzione dei mercati finanziari.

In particolare evidenza il nostro Paese che nei primi sei mesi ha registrato un incremento degli investimenti. “In tale periodo le banche dei principali paesi europei hanno incrementato le proprie esposizioni verso l’Italia con investimenti pari a circa 10 miliardi di euro nel settore pubblico e privato”.

Per quanto riguarda il settore pubblico, le banche tedesche hanno investito 16 miliardi mentre i disinvestimenti degli istituti francesi e inglesi si sono attestati a circa 6 miliardi. Nel settore privato, le banche francesi hanno aumentato la propria esposizione per circa 16 miliardi mentre quelle tedesche e inglesi hanno disinvestito per circa 7 miliardi.

In calo l’esposizione verso Grecia, Spagna e Irlanda
“È proseguita, inoltre, la riduzione dell’esposizione da parte di tutti gli istituti europei verso il debito sovrano di Grecia, Spagna e Irlanda (per un valore complessivo pari a 11 miliardi di euro circa), mentre sono aumentate le esposizioni verso il settore privato dell’Irlanda, per circa 60 miliardi di euro, e in minor misura della Grecia”.

Gli istituti francesi e tedeschi “continuano a risultare i più esposti verso il debito sovrano dei paesi europei con maggiori squilibri di finanza pubblica, mentre quelli inglesi mantengono una significativa esposizione verso il settore privato irlandese”.  Le esposizioni delle banche italiane verso gli altri paesi periferici si confermano contenute, “prossime all’1% dell’attivo bancario”.

Utili in forte calo per gli istituti italiani ma sale la dotazione patrimoniale
Dal comparto bancario del Bel Paese arrivano indicazioni negative per quanto riguarda l’andamento degli utili, in calo nei primi sei mesi di circa il 70% “essenzialmente per effetto del forte aumento delle rettifiche su crediti e altre operazioni finanziarie a causa del deterioramento della qualità del credito indotto dall’andamento sfavorevole del ciclo economico”.

“L’adeguatezza patrimoniale invece è migliorata per tutte le banche considerate, con coefficienti prudenziali che, nei valori minimi, risultano superiori al 9% per il tier 1 ratio e al 12% per il total capital ratio, anche se ciò è dipeso in larga misura da revisioni nelle metodologie di valutazione della rischiosità dell’attivo”.