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Italia: Confcommercio, la ripresa slitta alla metà del 2014

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“Produzione industriale in perdita, rispetto al 2010, di quasi il 10% e revisione al ribasso del Pil del primo trimestre dell’anno in corso confermano come l’Italia sia ancora in piena crisi allontanando qualsiasi ipotesi di ripresa a breve. Infatti, anche in considerazione della profonda flessione delle componenti della domanda interna è praticamente impossibile immaginare una crescita prima della metà del 2014”. Questo il commento dell’ufficio studi Confcommercio ai dati su produzione industriale e Pil diffusi dall’Istat. “Bisogna, peraltro, riconoscere che la crisi italiana ha intensità e durata tali da non potere essere assimilata alla recessione che colpisce le altre economie avanzate” afferma Confcommercio. Inoltre, stando agli ultimi dati dell’Istat, alla caduta del mercato interno si cominciano ad associare anche difficoltà sul versante delle esportazioni. Dopo 14 trimestri di sviluppo, le esportazioni italiane hanno, infatti, registrato, una pesante battuta d’arresto, con una contrazione dell’1,9% in termini congiunturali. Per Confcommercio “sono sempre più urgenti provvedimenti di stimolo all’economia che riducano la spesa pubblica improduttiva, i carichi burocratici sulle imprese, le complicazioni che rendono più difficoltoso l’incontro tra domanda e offerta nel mercato del lavoro”. Così come, conclude l’ufficio studi, è altrettanto necessario e urgente destinare parte delle risorse derivanti dalla lotta all’evasione (12,5 miliardi di euro nel 2012) per ridurre le aliquote legali, scongiurando definitivamente ogni nuovo incremento di pressione fiscale a partire dal previsto aumento dell’Iva nel mese di luglio.