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Italia: Commissione europea rivede al ribasso Pil 2014 a +0,6%, migliora il deficit

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La Commissione europea ha rivisto lievemente al ribasso le stime sul Pil 2014 dell’Italia. Il prodotto interno lordo quest’anno è atteso crescere dello 0,6% rispetto al +0,7% della precedente stima di novembre. E’ quanto si legge nelle previsioni economiche d’inverno dell’Esecutivo Ue. Abbassata anche la stima sul Pil 2013 a -1,9% da -1,8% mentre rimane invariata l’attesa per il Pil 2015, visto in aumento dell’1,2%. “La ripresa economica sta guadagnando terreno in Europa. Il rafforzamento della domanda interna dovrebbe aiutare ad conseguire una crescita più equilibrata e sostenibile”, così il vice presidente della Commissione Ue e commissario agli affari economici e monetari, Olli Rehn, secondo cui il peggio della crisi potrebbe essere alle spalle. Rehn ha poi detto che è incoraggiante che gli indicatori del sentimento economico stanno migliorando non solo nella Ue ma anche “nei paesi vulnerabili come Grecia, Italia, Spagna e Portogallo“. Il rapporto della Commissione rileva che il miglioramento dell’indice di fiducia nel settore manifatturiero porterà l’economia italiana fuori dalla recessione e che le banche italiane continueranno nel percorso di aggiustamento dei bilanci che dovrebbe condurre a un ambiente più favorevole per l’erogazione di credito alle famiglie e alle imprese.

Migliorate le attese della Commissione europea sul deficit dell’Italia visto quest’anno al 2,6% del Pil e il prossimo al 2,2% mentre il 2013 si dovrebbe chiudere con un deficit al 3%. La stima precedente di novembre era per un dato nel 2014 al 2,7% e nel 2015 al 2,5%. L’Esecutivo Ue spiega che i conti hanno beneficiato del calo di spread e interessi sul debito. “Dopo aver incorporato 1,6% di pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione e 0,5% di privatizzazioni, il debito raggiunge il picco nel 2014 vicino al 133,7% e poi scende leggermente nel 2015 (132,4%) grazie a un avanzo primario più ampio e alla crescita del Pil”, scrive la Commissione.

E’ ancora in ritardo invece la ripresa del mercato del lavoro in Italia. La Commissione europea ha peggiorato le attese sulla disoccupazione nel Belpaese stimata quest’anno salire al 12,6% e il prossimo al 12,4%. Le attese di novembre erano per un dato nel 2014 al 12,4% e nel 2015 al 12,1%. Con condizioni di mercato ancora difficili, spiega l’Esecutivo Ue, i consumi privati crescono solo marginalmente.

Rimane bassa l’inflazione in Italia, con la Commissione Ue che ha abbassato per il 2014 le previsioni allo 0,9% dall’1,6% di novembre. Inferiore alle precedenti stime anche il tasso per il 2015, che però aumenterà, per effetto del “rafforzamento della ripresa”, all’1,3% dall’1,5%. A tenere bassi i prezzi italiani, secondo l’analisi della Commissione, è “la limitata pressione del costo del lavoro assieme alla debolezza dei consumi e ai prezzi stabili dell’energia”.

Rehn ha poi annunciato che il prossimo 5 marzo la Commissione europea presenterà la revisione degli squilibri macroeconomici con il focus su Italia, Francia e Germania. L’attenzione, ha voluto precisare il commissario Ue, sarà posta tanto sul deficit quanto sull’eccesso di surplus.