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Italia: cala la scure di S&P, rating declassato da A+ a A

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Alla fine la scure sul debito italiano è arrivata. Ma non quella che ci si attendeva. Mentre tutti gli sguardi erano puntati alla prossima mossa di Moody’s, ad azionare la ghigliottina sull’Italia è stata l’altra importante agenzia di rating statunitense. Standard & Poor’s durante la notte italiana, tra la chiusura di Wall Street e l’apertura dei mercati asiatici, ha tagliato il rating sul debito sovrano italiano di breve e lungo termine di un notch, da A+ a A, con outlook negativo. Questo in sostanza vuol dire che senza un cambiamento delle attuali tendenze saranno più probabili nuovi interventi e quindi un nuovo declassamento.


Motivi? “E’ nostra convinzione – spiegano gli analisti di S&P – che le misure di risanamento fin qui adottate faranno ben poco per migliorare la performance economica dell’Italia , soprattutto sullo fondo delle difficoltà finanziarie crescenti e davanti al programma di austerità fiscale adottato dal governo”. Questi i retroscena dietro alla decisione di S&P. Non solo. “La fragile coalizione di governo e le differenze politiche continueranno a limitare l’abilità dell’esecutivo a rispondere con decisione ad un contesto macro-economico interno ed esterno difficile”, concludono gli esperti.

Il downgrade italiano si va ad aggiungere alle altre tante preoccupazioni che stanno destabilizzando i questi giorni l’Europa. Ieri è stata un’altra giornata di passione per i mercati europei in scia ai timori per un rinnovato default greco. Dalla teleconferenza tenutasi ieri da tra il governo di Atene  e i rappresentanti del Fondo Monetario, Commissione e Bce per discutere sul via libera alla sesta tranche di aiuti, non si è cavato un ragno dal buco. E mentre Il Fmi insiste verso questa direzione, dalla Germania, il presidente della Bundersbank annuncia che un default greco “non è da escludere”.


La giornata si presenta piena di nubi all’orizzonte, anche se nei primi minuti di scambi a Piazza Affari il Ftse Mib arretra dello 0,88% a 13.962 punti, stesso calo per il Ftse All Share a quota 14.383. Anche le maggiori piazze europei viaggiano su ribassi che si aggirano sul mezzo punto percentuale: -0,30% per il tedesco Dax, -0,28% il francese Cac, mentre a Londra il Ftse100 cede intorno allo 0,20 per cento.