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Italia, Btp 15 anni supera brillantemente il test, delude Btp 3 anni

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Il Tesoro italiano ha collocato questa mattina 4,9 mld di Btp sulle scadenze a 3 e 15 anni con rendimenti in risalita rispetto all’emissione di un mese fa. Il titolo a più breve scadenza ha registrato un rendimento del 2,38% (dall’1,92% dell’asta precedente), mentre il quindicennale è stato collocato al 4,67% (dal 4,07%). Il rapporto di copertura è rimasto stabile sulla parte breve (a 1,34) mentre sulla scadenza più lunga è salito a 1,73 (da 1,49).

L’asta è stata positiva a metà. Siamo rimasti molto sorpresi per la forte domanda registrata sul titolo a 15 anni, molto superiore alle attese. Qualche perplessità è venuta sul titolo a 3 anni, che ha registrato un rapporto di copertura stabile, anche se il Tesoro non è riuscito a collocare il massimo previsto (3,5 mld euro).

L’asta odierna riflette fedelmente quello che è accaduto nei giorni scorsi, con le tensioni che tendono a concentrarsi sul titolo a 3 anni, visto che questa scadenza è quella che la Bce utilizzerebbe nel piano Omt, la cui legittimità è in discussione da parte della Corte costituzionale tedesca. Questo ci induce a pensare che gli investitori potrebbero richiedere un premio per il rischio aggiuntivo per accettare queste scadenze che il Tesoro in questo momento non è disposto a concedere.

Lo spostamento verso la parte più lunga potrebbe essere letto anche in ottica di attese di un ritorno delle tensioni. In questi casi infatti i titoli più a lungo termine tendono a subire pressioni inferiori rispetto alla parte a breve che tende a “infiammarsi” maggiormente.

Dopo l’asta il FTSE Mib ha ridotto le perdite mentre l’euro/dollaro è sceso sotto i minimi di seduta a 1,3325.

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG