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Italia: analisti, mercati potrebbero preferire un Letta bis

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Le tensioni politiche, che erano tornate a farsi sentire già a fine agosto in scia al tema Imu, non hanno mai abbandonato il Paese nelle ultime settimane e sono sfociate con la crisi di governo nelle ultime ore. Secondo Vincenzo Longo, market strategist di IG, “i mercati avevano già in parte scontato questa ipotesi, viste anche le performance negative dei nostri titoli di Stato rispetto a quelli spagnoli dell’ultimo mese”. “La nostra sensazione è che gli operatori scontavano un ritorno alle urne solo nella primavera del 2014, una volta risolte le questioni fiscali e modificata la legge elettorale attuale – aggiunge Longo – Con la crisi si apre invece la possibilità di un ritorno anticipato al voto e il mercato sta prezzando la mancanza di una legge elettorale in grado di evitare un governo senza maggioranza in entrambe le Camere”. Bisogna attendere ora mercoledì, quando il premier Enrico Letta andrà alla Camera per chiedere la fiducia. “Le possibilità di andare incontro a un Letta bis rimangono concrete se dovesse essere confermata la spaccatura all’interno del Pdl, con le colombe che potrebbero sostenere una simile ipotesi” sostiene l’esperto di Ig. Ma cosa aspettarsi nelle prossime settimane? “Ci aspettiamo che il rendimento sul decennale italiano possa salire sino ad arrivare al 5% nell’arco di poche settimane soprattutto nel caso in cui Letta non dovesse ottenere una nuova fiducia – dichiara Longo – Solo un superamento di tale soglia potrebbe richiedere un’attivazione del piano Omt della Bce visto l’ingente ammontare del debito pubblico. Rimangono forti dubbi al riguardo. Si tratterebbe della prima attivazione di un piano, che tra l’altro necessita ancora dell’approvazione da parte della Corte costituzionale di Karlsruhe”.
Una rinnovata fiducia in Letta potrebbe, secondo IG, raffreddare temporaneamente i mercati con un decennale che potrebbe fermarsi in area 4,7% e uno spread a 290 punti base. La costituzione di un governo Letta 2 senza la componente più estrema (i cosiddetti falchi) potrebbe ricevere l’approvazione degli operatori, dato che la stabilità sarebbe maggiore rispetto a quella che abbiamo visto di recente. Sarà comunque di carattere temporaneo e in primavera si tornerà alle urne.