Italia all’esame Pil, un altro segno meno sancirebbe la ricaduta in recessione

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“La ripresa come l’estate, in ritardo ma arriverà”. Il premier Matteo Renzi liquida così il nodo mancata crescita per l’Italia alla vigilia della diffusione della prima lettura relativa all’andamento del Pil nel secondo trimestre dell’anno. Le attese non sono delle più rosee con il concreto rischio di una ricaduta recessiva, ossia due trimestri consecutivi con Pil negativo, se anche nei mesi tra aprile e giugno il prodotto interno lordo dello Stivale segnerà una variazione congiunturale negativa dopo il -0,1% del primo trimestre. Il consensus degli analisti raccolto da Bloomberg vede comunque una crescita marginale dello 0,1 per cento sia a livello trimestrale che su base annua dopo il -0,5% a/a fatto segnare a fine marzo. 

Obiettivo crescita indicato da governo già fuori portata 
Prima metà dell’anno sottotono che con ogni probabilità, come confermato dallo stesso Matteo Renzi, impedirà all’Italia di centrare il target di crescita dello 0,8% indicato dal governo nel DEF. E anche il +0,6% stimato dalla Commissione Europea sembra un traguardo difficilmente raggiungibile. Una minore crescita che potrebbe costringere l’Italia a una manovra correttiva in autunno per rispettare i vincoli di bilancio concordati con Bruxelles, anche se da palazzo Chigi hanno rimarcato che non c’è al momento la necessità di una manovra autunnale e “se mai ci fosse bisogno di una manovra, non ci saranno nuove tasse”, ha precisato Renzi settimana scorsa. 

Sempre domani è in agenda il dato di giugno sulla produzione industriale che dovrebbe far segnare secondo la media degli analisti una risalita a +0,8% m/m dopo il deludente -1,2% di maggio. 

Italia pecora nera dell’eurozona 
Nelle scorse settimane il Fondo monetario internazionale ha tagliato le stime di crescita per l’Italia prevedendo per quest’anno un Pil in crescita solo dello 0,3% rispetto al +0,6% indicato in aprile. Confermata la crescita all’1,1% nel 2015. Crescita dell’Italia che quest’anno si preannuncia decisamente inferiore rispetto a quella degli altri Paesi dell’eurozona per i quali è previsto un +1,1% medio del Pil 2014 (+1,9% la Germania, +1,2% la Spagna, +0,7% la Francia). Taglio delle stime effettuato anche da Bankitalia che vede la crescita ferma a +0,2% (da 0,7%), mentre Confindustria vede un Pil 2014 piatto.