L'Istat promuove l'economia italiana del 2006

Inviato da Alessandro Piu il Ven, 02/03/2007 - 09:05

Giornata di esami ieri per l'Italia. L'Istat ha delineato lo stato di salute della Penisola diffondendo i dati su pil e inflazione relativi all'anno 2006 nonché lo stato del rapporto debito/pil. Lo scorso anno la crescita del Belpaese si è attestata all'1,9%, un dato leggermente inferiore a quello indicato dallo stesso Istituto quindici giorni fa (2%), in quanto armonizzato a livello internazionale e non corretto per gli effettivi giorni di lavoro. L'Italia appare ancora in ritardo rispetto alle altre maggiori nazioni mondiali (la Francia è la più vicina con una crescita del 2%) ma il dato ha pienamente soddisfatto sia il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa che ha parlato di rinnovata fiducia, sia il Fondo monetario internazionale: "dati incoraggianti".

Ai commenti positivi si è aggiunto poi l'invito a proseguire sulla strada del risanamento dei conti pubblici. "Il governo italiano deve sfruttare questa  fase positiva per andare avanti con le riforme" ha detto Masood Ahmed, capo relazioni esterne dell'Fmi.
Nel 2006 il rapporto tra deficit e pil si è attestato a quota 2,4% ossia al di sotto dell'obiettivo del 3% richiesto dai parametri di Maastricht e al livello più basso dal 2001, al netto delle poste straordinarie determinate dal rimborso dell'Iva sulle auto aziendali e dai debiti dell'Alta velocità ferroviaria. Con l'aggiunta di questi elementi la rilevazione annuale appare meno positiva, 4,4%, il valore più alto dal 1996 ma comunque decisamente meno delle previsioni rilasciate dal governo l'autunno passato che stimavano il deficit al 5,7% rispetto al pil. "La linea economica intrapresa dal governo dà buoni risultati" ha dichiarato Padoa-Schioppa che ha proseguito invitando a "non abbandonare la disciplina di bilancio necessaria al graduale azzeramento del deficit e alla riduzione del debito pubblico".

Gran parte del merito per il deciso miglioramento dell'indebitamento netto della Pubblica Amministrazione e quindi per la riduzione del rapporto tra debito e pil è attribuibile alle maggiori entrate create dall'accelerazione economica della Nazione. Rispetto a quanto era stato previsto a inizio 2006, la differenza in positivo è stata di 13 miliardi di euro con un conseguente aumento della pressione fiscale al 42,3%. Miglioramenti si sono poi registrati nel dato sulle uscite correnti, attestatesi a 589 miliardi di euro contro i 591 stimati a inizio 2006.

Sempre l'Istat ha diffuso ieri il dato sull'inflazione a gennaio di quest'anno. La crescita rispetto al mese precedente è stata dello 0,4% mentre rispetto a gennaio 2006 il balzo è stato dell'1,9% contro l'1,7% registrato il mese scorso. Principale colpevole della crescita dei prezzi al consumo è il comparto dei servizi (+0,6% m/m e +2,4% a/a) mentre l'inflazione ha rallentato nel settore dei beni come in quello dei prodotti energtici dove si è registrato addirittura un calo dei prezzi a livello mensile.

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