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Istat: potere d’acquisto in calo, disoccupazione in aumento. Frena il Pil nel 2012

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L’economia italiana tornerà a crescere solo nel 2013, ma la disoccupazione aumenterà ancora. Per l’anno in corso l’Istat prevede una riduzione del Prodotto interno lordo (Pil) del Belpaese pari all’1,5%, provocata da una contrazione della domanda interna, non pienamente compensata dalla dinamica positiva della domanda estera. E’ quanto si apprende dal rapporto sulle “prospettive dell’economia italiana nel 2012-2013” presentato oggi dall’istituto nazionale di statistica.
Il quadro dovrebbe migliorare già a partire dall’anno prossimo, quando, secondo le previsioni dell’Istat, “il tasso di crescita del Pil tornerà a essere leggermente positivo (+0,5%) per effetto del rafforzamento della domanda mondiale e di una debole ripresa degli investimenti delle imprese”.
Il riaffiorare delle tensioni sui mercati finanziari ha determinato, nell’ultimo periodo, un nuovo aumento del differenziale dei rendimenti sui titoli pubblici italiani rispetto a quelli tedeschi. “Il mantenimento dei livelli attuali dello spread, o un suo incremento, costituisce – afferma l’Istat – un ulteriore fattore di rischio al ribasso per la previsione”. e aggiunge: “in presenza di eventi che determinino una perdita di fiducia nella capacità delle istituzioni europee di gestire le attuali tensioni, un aumento dei tassi sui titoli pubblici italiani avrebbe effetti negativi sul bilancio pubblico, sugli investimenti privati e sulla fiducia degli agenti economici, con effetti negativi per la crescita economica”.
Lavoro: graduale ripresa attività occupazionale nel 2013, ma disoccupazione sale al 9,6%
L’evoluzione dell’attività economica attesa per il 2013 potrebbe portare a un graduale miglioramento della dinamica occupazionale. Lo rivela l’Istat nel rapporto su “Le prospettive per l’economia italiana nel 2012-2013” diffuso oggi. Ma la disoccupazione è destinata a salire. “Il marcato incremento delle persone in cerca di occupazione e la perdita di posti di lavoro derivante dalle difficoltà del sistema produttivo – si legge nella nota – hanno conseguenze per il tasso di disoccupazione che raggiungerebbe il livello del 9,5% nel 2012 e del 9,6% nel 2013”.

Istat: cala il potere di acquisto delle famiglie italiane
Secondo quanto comunicato oggi dall’Istat, il potere d’acquisto delle famiglie italiane è sceso di circa il 5% dal 2008. Per il Codacons questi dati “dimostrano quale è il problema dell’Italia, ossia che, con lo scoppio della crisi, il Governo si è preoccupato solo di salvare le banche e di azzerare il deficit, seguendo pedissequamente i dettami europei, ma non di aiutare le famiglie in difficoltà, salvaguardando la capacità di spesa degli italiani, le retribuzioni reali e, quindi, i consumi”.
Secondo l’associazione dei consumatori “il 40% delle famiglie italiane versa in condizioni di difficoltà. Al di là dei dati ufficiali Istat, infatti, che prendono in considerazione solo le persone sotto la soglia di povertà, le famiglie che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese sono ormai il 40%”.