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Istat: nuovo Pil 2011 rivisto del 3,7%, sommerso e illegale valgono 200 miliardi

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E’ del 3,7% la rivalutazione complessiva del valore del Pil dell’anno 2011 per effetto dei cambiamenti introdotti dal Sec 2010 al sistema di misurazione e delle innovazioni introdotte dall’Istat. Lo rende noto l’istituto nazionale di statistica nel suo ricalcolo del prodotto interno lordo dell’anno 2011. Il Pil dell’Italia per il 2011 è quindi ora stimato a 1.638,9 miliardi di euro contro i 1.579,9 miliardi della stima in Sec95 con una rivalutazione di 59 miliardi (3,7% del precedente livello in valore).

Nel ricalcolo del Pil nominale 2011, comuni a tutta l’Ue, si definisce meglio, grazie all’affinamento della metodologie di indagine, il peso dell’economia non osservata. Per il 2011 l’insieme dell’economia sommersa e illegale valeva il 12,4% del Pil pari a circa 200 miliardi di euro su 1.638 miliardi complessivi del Pil. Il peso percentuale sul Pil è pari allo 0,9% per le attività illegali, dell’11,5% per l’economia sommersa.

L’illegalità entra per la prima volta nel calcolo del Pil, secondo le linee guida di Eurostat. L’inclusione riguarda droga, prostituzione e contrabbando di sigarette, che contribuiscono alla rivalutazione del Pil per 1 punto percentuale, ovvero 15,5 miliardi di euro (compreso l’indotto della produzione di beni e servizi legali). 

Il rapporto tra deficit e Pil nel 2011 si abbassa così di 0,2 punti percentuali passando dal 3,7% al 3,5%.  Gli effetti del ricalcolo del Pil si fanno sentire anche sulle tasse, con la pressione fiscale, anno di riferimento il 2011, che scende di 0,9 punti, dal 42,5% precedente al 41,6%.