Istat, nel 2006 l'inflazione penalizza soprattutto le famiglie più povere

Inviato da Carlotta Scozzari il Mar, 20/02/2007 - 15:25
L'aumento dei prezzi colpisce soprattutto le famiglie più povere. E' quanto emerge dall'approfondimento dell'Istat sugli indicatori della dinamica dei prezzi al consumo per alcune tipologie di famiglie italiane. Per quanto riguarda le variazioni annuali, l'Istat calcola che nel 2006 l'inflazione ha colpito in misura maggiore le famiglie con bassi livelli di spesa per consumi, che registrano una crescita dei prezzi pari al 2,85%, di poco superiore a quella calcolata per le famiglie di pensionati con bassi livelli di spesa per consumi, pari al 2,78%. Impatti più contenuti si rilevano invece per le famiglie in affitto o subaffitto (+2,52%) e per le famiglie di pensionati (+2,51%).
 
Nel 2002 le differenze tra le variazioni annuali dei prezzi stimate per le varie tipologie familiari erano trascurabili, mentre sono andate via via crescendo fino alle differenze piuttosto nette dello scorso anno. "Nel 2006 - commenta l'Istat - la penalizzazione subita dalle famiglie con bassi livelli di spesa per consumi è da imputarsi in gran parte al peso elevato che le spese per l'abitazione, e in particolare quelle relative alle tariffe energetiche, hanno sulla loro spesa complessiva".
 
In ogni caso, tali differenze si avvertono molto meno laddove si consideri un periodo di tempo pluriennale: nel 2001-2006 i tassi cumulati d'inflazione calcolati per le diverse sottopopolazioni non risultano sostanzialmente differenti. Infatti, le variazioni degli indici dei prezzi al consumo calcolati per le varie sottopopolazioni risultano, tra dicembre 2000 e dicembre 2006, molto vicine a quella calcolata per il complesso delle famiglie (pari a +15,41%). Tassi di crescita lievemente più sostenuti si rilevano per le famiglie con basso livello di spesa per consumi (+15,76%), seguite dalle famiglie in affitto o subaffitto (+15,56%), dalle famiglie di pensionati (+15,27%) e dalle famiglie di pensionati basso livello di spesa per consumi (+15,25%).
 
Al contrario, l'analisi delle variazioni tendenziali degli indici mensili rivela l'esistenza di divari inflazionistici ancora più pronunciati tra le varie tipologie familiari. Soprattutto nel corso del 2004, e per tutto il 2005, emergono significative differenziazioni tra i tassi di variazione tendenziale degli indici calcolati per le diverse tipologie familiari, con un rallentamento molto marcato stimato per l'inflazione subita dalle famiglie con bassi livelli di consumo, soprattutto quelle costituite da pensionati. La successiva ripresa della crescita dei prezzi è associata ad una chiusura dei differenziali dinflazione tra le diverse tipologie, che tornano ad ampliarsi nel corso del 2006. Nel mese di agosto dello scorso anno per le famiglie con bassi livelli di spesa per consumi l'inflazione ha toccato il picco del 3,5%, oltre l'1% al di sopra della media delle altre famiglie.
COMMENTA LA NOTIZIA