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Istat: deficit pubblica amministrazione ai minimi dal 1999

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I primi tre trimestri dello scorso anno si sono conclusi con un risultato sensibilmente positivo per le finanze dello Stato. A renderlo noto è stata l’Istat che ha diffuso ieri il Conto economico trimestrale delle amministrazioni pubbliche.


Secondo le rilevazioni dell’Istituto nazionale di statistica, nei primi nove mesi del 2007, l’indebitamento netto della pubblica amministrazione si è attestato all’1,3% del prodotto interno lordo contro il 4% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. Era dal 1999 che il livello di deficit non era così basso. Nel confronto viene tenuto conto dei rimborsi inerenti la detraibilità dell’Iva conseguenti alla sentenza sulle auto aziendali in seguito a una sentenza della Corte di giustizia europea (15.982 milioni di euro).

Come in altre occasioni buona parte del merito va alla crescita delle entrate fiscali, salite del 7,2% nel periodo considerato con un’incidenza sul pil del 43,7%, in crescita dal 42,7% precedente. In riduzione la spesa pubblica, del 5,5% con un valore rispetto al pil pari al 44,2% contro il 48,9% dello stesso periodo del 2006 mentre l’avanzo primario torna ad essere positivo, +3,5%.


Positivi i commenti del governo che vede avvicinarsi la chiusura della procedura per deficit eccessivo avviata dall’Unione europea, una decisione che verrà presa la prossima primavera ma che appare scontata alla luce dei numeri resi noti. Secondo il Programma di stabilità aggiornato a novembre nel 2007 il deficit complessivo doveva attestarsi al 2,4% del pil, con un’ulteriore discesa al 2,2% nel 2008, livelli che appaiono già superati dalle cifre diffuse. “Le tendenze che emergono da questi numeri – è il commento di Palazzo Chigi – dimostrano che la politica economica del governo va nella giusta direzione: ricostituzione dell’avanzo primario e forte contenimento del rapporto tra deficit e pil”.