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Istat: aumentano il potere d’acquisto e i redditi delle famiglie italiane nel secondo trimestre

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Il potere d’acquisto e il reddito delle famiglie italiane crescono nel corso del secondo trimestre del 2015. E’ quanto emerge dal  rapporto trimestrale dell’IstatReddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società“. Secondo i dati diramati oggi dall’istituto di statistica, tenuto conto dell’andamento dell’inflazione, il potere di acquisto delle famiglie (cioè il reddito disponibile delle famiglie in termini reali) è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e del 1,1% rispetto al secondo trimestre del 2014.
 
Nel periodo in esame il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti è aumentato dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dell’1,3% rispetto al corrispondente periodo del 2014. Anche la spesa delle famiglie per consumi finali, in valori correnti, ha evidenziato un aumento dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% rispetto al corrispondente periodo del 2014.
 
Propensione al risparmio in calo
Dai dati diffusi dall’Istat emerge che nel secondo trimestre del 2015 la propensione al risparmio delle famiglie tricolore, misurata al netto della stagionalità, è stata pari all’8,7 per cento. “Ne deriva una diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, ma un aumento di 0,5 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2014”, spiega l’Istat.
E infine il tasso di investimento delle famiglie è stato pari al 6%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,2 punti percentuali nei confronti del secondo trimestre del 2014.
 
Le reazioni delle associazione dei consumatori
Di fronte a questi dati c’è chi vede il bicchiere mezzo vuoto e chi vede il bicchiere mezzo pieno. Per l’Unione Nazionale Consumatori (Unc) si tratta di un dato positivo. “L’inversione di tendenza è una buona notizia – ha dichiarato Massimiliano Dona, segretario dell’Unc – anche se dobbiamo tenere presente che dipende, comunque, dalla bassa inflazione. Inoltre dal 2007 al 2014 il potere d’acquisto è crollato del 10,6%”. C’è chi,invece, come il Codacons rimane con i piedi per terra. Secondo l’associazione dei consumatori il potere d’acquisto delle famiglie è ancora lontano dai livelli pre-crisi e, di questo passo, ci vorranno altri 11 anni per recuperare la perdita di capacità d’acquisto subita dai cittadini.