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Istat aggiorna paniere e i consumatori insorgono

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I consumi e le abitudini degli italiani mutano e puntuale come ogni anno arriva l’aggiornamento dell’Istat al paniere per il calcolo dell’inflazione. Gli italiani si proiettano sempre più avverso il mondo tecnologico. Tra le new entry del 2008 troviamo infatti il navigatore satellitare e i giochi elettronici per console. Cambiano anche le abitudini alimentari, sempre più orientate verso pasti veloci: ecco giustificato l’ingresso dell’insalata in confezione e pranzo con piatto unico. È stato inserito anche per il combustibile solido. Questi alcune delle principali variazioni comunicate dall’Istat.


Ai nuovi ingressi di contrappongono anche alcuni addii. Escono i cucirini ( filo per cucire) e gli hamburger surgelati. Come si apprende in una nota diramata dall’istituto di statistica, molte altre posizioni hanno subito variazioni conseguenti a scomposizioni o raggruppamenti di posizioni rappresentative già esistenti e a integrazioni con nuovi prodotti. Per esempio, spiegano gli esperti, ‘crema idratante viso’, ‘crema per le mani’ e ‘crema idrante per il corpo’ sono ora conteggiate sotto un’unica voce ‘creme idratanti’. Il campione dei prodotti utilizzati per decretare ogni mese l’indice dei prezzi sarà composto nel 2008 da 533 voci, sette in meno rispetto all’anno scorso.

In particolare, nella struttura di ponderazione degli indici aumenta il peso di sei capitoli: prodotti alimentari e bevande analcoliche, abbigliamento e calzature, trasporti, istruzione, servizi ricettivi e di ristorazione e altri beni e servizi. Diminuisce invece in modo rilevante il capitolo abitazione, acqua, elettricità e combustibile, che passa da 9,79% a 9,38%. Cali meno importanti riguardano bevande alcoliche e tabacchi, mobili articoli e servizi per la casa, servizi sanitari e spese per la salute e le comunicazioni.

 

Per la rilevazione dei prezzi alcune modifiche sono state fatte anche alla base territoriale. I comuni che concorrono al calcolo dell’indice inflazionistico nel 2008 sono in totale 84. In particolare, spiegano dall’Istat, sono state eliminate le province di Sondrio, Taranto e Foggia, per problemi organizzativi e di risorse, mentre sono entrate quelle di Avellino e Catanzaro. La copertura sul totale della popolazione residente in Italia arriva all’87,9%, ma ha percentuali molto più basse al Sud rispetto al Centro-Nord.

 

E consumatori insorgono…

I nuovi dati forniti dall’Istat infiammano l’Adusbef, che provocatoriamente è pronto a preparare un class action contro i vertici dell’istituto di statistica . “Con quale criterio l’Istat ha aumentato il peso di prodotti alimentari e bevande, se molte famiglie non mangiano più per l’erosione dei redditi, falcidiati dal carovita, anche con il concorso dell’istituto di statistica ? E come è possibile incrementare anche i pesi, di un paniere pieno di buchi, messo alla berlina perfino dall’ultima ricerca di Bankitalia sui redditi, su abbigliamento e calzature, trasporti, istruzione, servizi ricettivi e di ristorazione, se anche i commercianti concordano con una contrazione dei consumi?”. Sono questi gli interrogativi-provocazioni che si è posta l’associazione in difesa dei consumatori.


Una battaglia non certo nuova. E’ dal 2002 che Adusbef e Federconsumatori puntato il dito contro l’Istat, accusata di fornire dati “taroccati”. “Diciotto milioni di famiglie di lavoratori dipendenti – spiega una nota – hanno subito una “rapina” negli ultimi cinque anni, soprattutto con il pretesto dell’euro e l’effetto trascinamento, pari a 137,4 miliardi in tutti i settori della vita produttiva per non parlare dei mutui a tasso indicizzato a carico del 91 % dei richiedenti,ossia 3,2 milioni di famiglie”.