Istat: il 28,4% degli italiani è a rischio povertà. Metà delle famiglie prende meno di 2mila euro

Inviato da Daniela La Cava il Gio, 30/10/2014 - 11:35

Con la disoccupazione che rimane alle stelle (soprattutto quella giovanile) e con un'economia che stenta a ripartire, le condizioni di vita delle famiglie italiane non sono certo rosee, e in alcuni casi sono critiche. Secondo il rapporto "Reddito e condizioni di vita" condotto dall'Istat nel 2013 su 18.487 famiglie, il 28,4% delle persone residenti in Italia è a rischio di povertà o esclusione sociale, secondo la definizione adottata nell'ambito della strategia Europa 2020. "L'indicatore - spiega l'istituto nazionale di statistica - deriva dalla combinazione del rischio di povertà (calcolato sui redditi 2012), della grave deprivazione materiale e della bassa intensità di lavoro e corrisponde alla quota di popolazione che sperimenta almeno una delle suddette condizioni".

Sebbene la situazione rimanga ancora difficile, c'è da dire che qualche piccolo segnale di miglioramento rispetto al 2012 c'è stato: l'indicatore diminuisce di 1,5 punti percentuali, a seguito della diminuzione della quota di persone in famiglie gravemente deprivate, che passa dal 14,5% al 12,4%; stabile la quota di persone in famiglie a rischio di povertà (19,1%) e in leggero aumento quella di chi vive in famiglie a bassa intensità lavorativa (dal 10,3% all'11%).

Analizzando lo scenario dal punto di vista geografico il rischio di povertà o esclusione sociale mostra la diminuzione maggiore al Centro e al Nord (-7,7% e -5,9% rispettivamente), mentre nel Mezzogiorno, pur in presenza di una diminuzione del 3,7%, il valore si attesta ancora su una soglia decisamente critica del 46,2% (più che doppio rispetto al resto del Paese).In particolare, stando ai dati diffusi oggi dall'Istat il rischio di povertà o esclusione sociale cala tra gli anziani soli(dal 38,0% al 32,2%), i genitori single (dal 41,7% al 38,3%), le coppie con un figlio (dal 24,3% al 21,7%), tra le famiglie con un minore (dal 29,1% al 26,8%) o con un anziano (dal 32.3% al 28,9%). A peggiorare è invece la condizione delle famiglie con tre o più figli: dal 39,8% si sale al 43,7%, a seguito dell'aumento del rischio di povertà (dal 32,2% al 35,1%).

Dal rapporto annuale stilato dall'Istat emerge che la metà delle famiglie ha percepito un reddito netto non superiore a 24.215 euro l'anno, pari a circa 2.017 euro al mese. Ma, ancora una volta lo scenario è peggiore nel Sud e nelle Isole, dove il 50% delle famiglie percepisce meno di 19.955 euro, ossia circa 1.663 euro mensili. Il reddito mediano delle famiglie che vivono nel Mezzogiorno è pari al 74% di quello delle famiglie residenti al Nord. E il 20% più ricco delle famiglie residenti in Italia percepisce il 37,7% del reddito totale, mentre al 20% più povero spetta il 7,9%. 

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