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L’Ism risolleva il dollaro, Fonterra penalizza il kiwi

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Il dollaro azzera le perdite grazie all’Ism. Parità per l’indice del biglietto verde che dopo esser sceso a 81,751 punti nel corso della seduta asiatica ha recuperato terreno e in questo momento passa di mano invariato a 81,915 punti. Dopo le indicazioni ribassiste arrivate venerdì scorso, la crescita delle buste paga sotto le attese a luglio (+162 mila vs +185 mila) e la prudenza necessaria a James Bullard (presidente della Federal Reserve di St. Louis) per iniziare a parlare di tapering, oggi la risalita del dollaro è stata guidata dall’Ism.

A luglio l’indice relativo il terziario dell’Institute for Supply Management ha battuto le stime salendo da 52,2 a 56 punti (letture sopra quota 50 punti indicano un’espansione dell’attività economica).

L’ultimo Commitments of Traders preparato dalla statunitense Commodity Futures Trading Commission ha rilevato che nella settimana al 30 luglio le scommesse rialziste sul biglietto verde hanno evidenziato il secondo calo consecutivo passando da 28,69 a 24,45 miliardi di dollari di controvalore.

In evidenza anche il dollaro neozelandese che oggi ha visto il cambio con il dollaro Usa scendere a 0,7735 usd, il livello minimo da quasi un mese. La spinta ribassista che ha visto protagonista il kiwi è riconducibile alla notizia che nei prodotti del primo esportatore caseario del Paese, Fonterra, è stato trovato un batterio che potrebbe causare il botulismo.

Dopo l’annuncio la Cina, verso cui Fonterra realizza circa un quarto del totale delle esportazioni, ha bloccato le importazioni di latte in polvere e misure simili potrebbero essere prese anche da altri Paesi come Arabia Saudita, Malesia, Thailandia e Vietnam.