Isae: nel 2010 lento recupero per l'economia italiana, Pil atteso in crescita dell'1%

Inviato da Daniela La Cava il Gio, 18/02/2010 - 16:58
L'economia mondiale è tornata a crescere nel secondo semestre del 2009, ma i ritmi di ripresa sono diversi da Paese a Paese. Lenti e irregolari in Europa, relativamente più vivaci negli Usa, decisamente spediti in Asia. E in Italia? Anche nel nostro Paese l'economia è in recupero, anche se si parla di "un lento recupero". Lo rivela l'ultimo rapporto dell'Isae.
L'istituto prevede che il Prodotto interno lordo (Pil) cresca dell'1% nel 2010. Previsione che si allinea con quella fatta dal Fondo Monetario Internazionale. "Tale valutazione - si legge in una nota - comporta una revisione al rialzo della stima di crescita di 0,4 punti rispetto al precedente esercizio di previsione. La ripresa è trainata dal rafforzamento del commercio mondiale. Anche la domanda interna registra un contenuto miglioramento, subendo qualche effetto di freno dall'evoluzione del mercato del lavoro. Nel 2011, la dinamica dell'attività economica si porta all'1,4%, grazie al consolidamento dei fattori di ripresa interni e internazionali".

Una stima, quella diffusa oggi dall'Isae, che fa storcere il naso a Lucia Lorenzoni, dell'area research, intelligence e investor relations di Mps, che la definisce "eccessivamente ottimista".  "Una crescita dell' 1% per l'intero 2010 significa ipotizzare che tutti i quattro trimestri del 2010 registrino variazioni congiunturali positive nell'ordine dello 0,4%, dopo il -0,2% realizzatosi nell'ultimo trimestre 2009 - spiega Lucia Lorenzoni a Finanza.com  -. Se da un lato infatti il 2010 potrà contare sul ciclo delle scorte e su un recupero della domanda mondiale, la domanda interna continuerà a crescere a ritmi deludenti. Un tasso di utilizzo impianti ancora molto basso potrebbe spingere le imprese a posticipare i piani di investimento e il crescente tasso di disoccupazione manterrà i consumi delle famiglie deboli per tutto il 2010". Nel dettaglio, Mps prevede per l'anno in corso una crescita del Pil dello 0,7% nel 2010 dopo il -4,9% del 2009 e un'ulteriore lieve accelerazione è prevista per il 2011 quando il Pil aumenterà dell'1%. 
L'ago della bilancia saranno i consumi e gli investimenti. Secondo i dati dell'Isae dopo il calo registrato nel corso del 2009 i consumi privati torneranno quest'anno ad aumentare (+0,8%). Nel 2011, si potrebbe verificare un'accelerazione della spesa dei consumatori (+1,1%), a riflesso di migliori dinamiche nel mercato del lavoro. Anche gli investimenti recupererebbero un'evoluzione positiva nel 2010 (+0,8%), dopo le pesanti flessioni sperimentate nel precedente biennio.

Gli incoraggianti numeri dell'Isae sulle prospettive dell'economia italiana arrivano all'indomani delle parole di fuoco di Robert Mundell, premio Nobel per l'Economia. In un'intervista a Bloomberg Tv Mundell ha dichiarato che "l'Italia è la principale minaccia per l'Eurozona, più della Grecia". A impensierire l'economista statunitense è l'alto debito del Belpaese. "Non ci sono motivi fondamentali per cui l'Italia dovrebbe essere a rischio, purtroppo i fattori esterni non controllabili dalle Autorità italiane possono però innescare seri problemi qualora non ci sia un intervento coordinato a livello europeo", mette in evidenza Lorenzoni. "Se l'Area Euro riuscirà a ripristinare sui mercati globali una sua credibilità come area valutaria capace di far fronte a ogni emergenza e vigilare affinché i dettami del patto di stabilità e crescita vengano rispettati dai paesi membri creando anche, se necessario, un fondo che possa fungere in situazioni di emergenza da prestatore di ultima istanza, le preoccupazioni sul debito pubblico italiano saranno infondate". 

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