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Isae, a maggio cala la fiducia per le imprese manifatturiere

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A maggio fiducia in discesa per le imprese manifatturiere. L’indice di fiducia calcolato dall’Istituto di studi e analisi economica (Isae), considerato al netto dei fattori stagionali, è infatti sceso a 96,2 da 97,9 di aprile, mantenendosi comunque al di sopra dei valori dello scorso marzo. “Il peggioramento – come spiega l’Isae – è determinato in misura principale dalla caduta delle attese sulla produzione”. “Gli intervistati – aggiunge la nota – sono inoltre più pessimisti in relazione alle prospettive sull’economia e all’andamento dei prezzi di vendita”. Il deterioramento della fiducia riguarda tutti i principali comparti produttivi, ma soprattutto i settori dei beni di consumo e intermedi, dove l’indice è passato rispettivamente da 98 a 96,5 e da 97 a 94,3. Per contro, la discesa è stata più moderata nei beni di investimento, dove l’indice è calato da 101,3 a 100,1, mantenendosi comunque sui livelli alti degli ultimi sette anni. Per quanto riguarda la geografia, la fiducia è diminuita nettamente nel Nord Ovest (da 99 a 95,2) e nel Mezzogiorno (da 99,8 a 98,6). Invece, nel Nord Est l’indicatore è rimasto sostanzialmente stabile (da 95,9 a 95,8) mentre nel Centro ha recuperato un po’ di terreno (da 98,4 a 99).


L’Isae, che ha svolto tra marzo e aprile di quest’anno la consueta indagine semestrale, questa mattina ha poi diffuso la nota sugli investimenti delle imprese del settore manifatturiero ed estrattivo. Secondo il consuntivo relativo al 2006, gli investimenti del settore manifatturiero ed estrattivo sono aumentati del 8,2%. Tuttavia, le imprese che hanno risposto all’indagine non appaiono particolarmente ottimiste per i mesi a venire: per il 2007 esse prevedono una riduzione della spesa pari al 4,4%. Tornando all’aumento degli investimenti nel 2006 e guardando ai dati disaggregati per classe dimensionale, l’incremento appare particolarmente sensibile per le piccole imprese (18,7%), mentre le medie e grandi imprese hanno registrato incrementi più contenuti pari rispettivamente al 4,2% e a un più moderato 1,4%. Per il 2007, a fronte di previsioni marcatamente pessimiste per le piccole imprese, con un calo atteso del 13,4%, le imprese di medie dimensioni progettano di incrementare la spesa dell’ 1,7% e le grandi di un modesto 0,8%. A livello settoriale, l’aumento della spesa per investimenti verificatosi nello scorso anno è stato particolarmente marcato nei beni intermedi (12,3%), mentre nei beni di investimento e di consumo la crescita è stata più limitata e pari al 6,3% e al 5% rispettivamente. Le aspettative per il 2007 sono invece caratterizzate dal pessimismo diffuso in tutti i settori, soprattutto nelle imprese operanti nei beni intermedi (-5,7%) e di consumo (-5,2%). Meno negativi risultano invece i produttori di beni investimento (-1,7%).

Per quanto concerne infine le previsioni di tipo qualitativo sulla tendenza degli investimenti nel 2008, la maggioranza delle imprese interpellate (67%) ha fatto sapere che prevede di destinare all’acquisto di beni capitali un ammontare uguale (il 42%) o maggiore (il 25% del campione) a quello dell’anno precedente; il 32% delle imprese prevede, invece, di ridurre la spesa. Vanno tuttavia evidenziate alcune importanti differenze. A livello dimensionale, ad esempio, il 44% delle imprese più grandi (con oltre 250 addetti) si attende un aumento della spesa rispetto all’anno precedente, il 38% intende mantenerla invariata e soltanto il 18% prevede una sua riduzione. Tra le medie imprese (50-249 addetti), invece, prevale la tendenza a contrarre la spesa in beni capitali (46%), mentre il 40% intende mantenerla invariata e solo il 14% prevede un suo incremento. Infine, soltanto il 13% delle imprese di piccole dimensioni (con meno di 50 addetti) stima di investire più del 2007, il 37% sconta una diminuzione della spesa in investimenti e il restante 50% ritiene che questa rimarrà invariata.