Isae: a giugno consumatori più sfiduciati

Inviato da Carlotta Scozzari il Gio, 21/06/2007 - 10:46

Scende nel mese di giugno la fiducia dei consumatori calcolata dall'Istituto di studi e analisi economica (Isae). Secondo l'inchiesta condotta su un campione di 2 mila intervistati tra i giorni 1 e 14 del mese, la fiducia dei consumatori a giugno ha fatto segnare una nuova flessione, che ha così vanificato il recupero di maggio, passando a 107,2 da 109,4. L'indice depurato anche dai fattori erratici, che risente maggiormente dei passati andamenti della serie storica, è calato un po' meno, a 107,9 da 108,5. Entrambi gli indicatori si sono tuttavia posizionati su valori prossimi a quelli dello scorso giugno. L'indice grezzo è invece sceso a 108,8 da 110,9.

Come fa sapere l'Isae, i segnali più sfavorevoli sono giunti dalle valutazioni sul quadro economico generale, il cui indicatore ha lasciato sul terreno sei punti e mezzo, a 89,3 dai 95,8 del mese precedente, posizionandosi sui minimi messi a segno dal gennaio del 2006. In discesa netta anche le attese a breve termine, passate da 97,9 da 101,6, record verso il basso a partire dal mese di settembre del 2005. Un ripiegamento della fiducia ha caratterizzato anche i giudizi sulla situazione corrente, con l'indicatore pari a 115,6 in giugno, rispetto a 116,5 in maggio. Per contro, le valutazioni sulla situazione personale sono migliorate leggermente rispetto allo scorso mese, a 117,1 da 116,9.

Per quanto riguarda l'andamento dell'inflazione, i consumatori hanno rafforzato i giudizi di un'accelerazione della dinamica inflazionistica corrente e hanno manifestato attese di ulteriori incrementi dei prezzi per i prossimi dodici mesi. Dal lato dei prezzi, infatti, il saldo grezzo relativo ai giudizi sugli incrementi registrati nell'ultimo anno è aumentato da 53 a 62, portandosi sui livelli dell'ottobre 2006: sono saliti dal 16 al 19% quanti reputano i prezzi "molto" aumentati e dal 41 al 43% coloro che li ritengono "abbastanza" aumentati; per contro, sono diminuiti quanti li ritengono "poco" aumentati (dal 23 al 20%) e sono passati dal 18 al 17% quanti li giudicano "stabili" se raffrontati ai dodici mesi precedenti. Si sono poi manifestati, per il secondo mese consecutivo, marcati timori di accelerazione della dinamica inflazionistica per i prossimi dodici mesi, con il relativo saldo che è passato da 2 a 6, valore più sfavorevole dal gennaio del 2003. In particolare, nonostante che si siano ridotti i valori delle modalità intermedie, cioè di coloro che si attendono aumenti della stessa entità (dal 31 al 28%) o una stabilizzazione (la relativa percentuale è scesa da 33 a 32), è salita la quota di quanti si attendono un marcato incremento dei prezzi (dal 4 al 7%).

L'incertezza della fiducia registrata nella media nazionale riflette dinamiche omogenee a livello territoriale, dal momento che l'indice è risultato in peggioramento in tutte le ripartizioni territoriali, seppure con intensità diverse: nel Nord Est e nel Mezzogiorno è stato registrato il calo più elevato (rispettivamente da 111,8 a 108,4 e da 108,8 a 106), mentre nel Nord Ovest e nel Centro la diminuzione è risultata più contenuta (rispettivamente da 110,8 a 108,4 e da 109,2 a 107,5).

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